Ti è mai capitato di accorgerti che alcune attività richiedono molto più tempo del previsto, senza capire esattamente perché?
Nel disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) questo fenomeno può verificarsi quando pensieri intrusivi e rituali, anche poco visibili, occupano progressivamente spazio nella giornata. Comprendere come funzionano questi meccanismi può aiutare a osservare con maggiore chiarezza il rapporto tra DOC e gestione del tempo.
Perché il disturbo ossessivo-compulsivo può occupare molte ore della giornata?
Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di ossessioni (pensieri intrusivi e persistenti) e compulsioni (azioni o rituali mentali messi in atto per ridurre il disagio associato a questi pensieri).
Secondo la revisione “Obsessive–Compulsive Disorder” di Stein D. e altri colleghi del 2019, il DOC è definito clinicamente dalla presenza di ossessioni e compulsioni che possono richiedere una quantità significativa di tempo nella vita quotidianao interferire con il funzionamento personale, sociale o lavorativo.
In ambito diagnostico, i criteri clinici indicano che i sintomi possono essere considerati rilevanti quando occupano più di un’ora al giorno oppure producono una marcata interferenza con le attività quotidiane.
Questo aspetto evidenzia come il rapporto tra DOC e tempo non riguardi soltanto la durata dei singoli rituali, ma anche la loro frequenza e ripetizione nel corso della giornata.

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Compulsioni mentali e rituali invisibili: perché alcune azioni non sono facilmente riconoscibili
Quando si parla di DOC, spesso si immaginano comportamenti visibili come controllare porte o lavarsi ripetutamente le mani. Tuttavia molte compulsioni possono assumere forme meno evidenti, soprattutto quando si manifestano a livello mentale.
Secondo la revisione” Obsessive-Compulsive Disorder “ di Singh A. e altri del 2023, le compulsioni possono includere sia comportamenti osservabili sia azioni mentali ripetitive utilizzate per ridurre l’ansia o prevenire eventi temuti.
Tra le forme meno visibili possono comparire:
- controlli mentali ripetuti, per verificare se un pensiero o un ricordo sia corretto
- analisi mentale prolungata, nel tentativo di trovare certezza o spiegazioni definitive
- ripetizione mentale di parole o frasi, utilizzata come forma di neutralizzazione del pensiero
- ricerca continua di rassicurazione, anche attraverso domande ripetute o controlli indiretti
- tentativi ripetuti di “correggere” un pensiero percepito come inappropriato.
Poiché molte di queste azioni avvengono a livello interno, possono essere difficili da riconoscere dall’esterno e talvolta anche dalla persona stessa. Nonostante ciò, possono richiedere tempo ed energia mentale significativi.

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Il ciclo ossessione-compulsione e il motivo per cui tende a ripetersi
Uno degli aspetti centrali del DOC è il cosiddetto ciclo ossessione-compulsione, cioè la sequenza di eventi psicologici che collega i pensieri intrusivi ai rituali.
L’articolo “Obsessive-compulsive disorder” di Abramowitz J., Taylor S., McKay D. del. 2009, ci fa capire che le compulsioni tendono a mantenersi nel tempo perché producono una riduzione temporanea dell’ansia associata alle ossessioni.
Il ciclo può essere descritto attraverso alcune fasi tipiche:
- comparsa di un pensiero intrusivo o immagine disturbante
- aumento del disagio emotivo o dell’ansia
- messa in atto di una compulsione o rituale
- riduzione temporanea del disagio
- ritorno del pensiero intrusivo che riattiva il processo.
Poiché il sollievo ottenuto attraverso la compulsione è temporaneo, il cervello può apprendere che quel comportamento è utile per ridurre l’ansia. Questo meccanismo può favorire la ripetizione del ciclo nel tempo.
Nel corso del tempo alcune compulsioni possono diventare sempre più automatiche e rapide da attivare. Questo fenomeno è stato studiato anche dal punto di vista neuropsicologico. Nelle persone con DOC può emergere uno sbilanciamento tra sistemi cognitivi orientati allo scopo e sistemi legati alle abitudini, favorendo la ripetizione automatica di alcuni comportamenti compulsivi.
Quando questo accade, i rituali possono:
- attivarsi quasi automaticamente in risposta a un pensiero intrusivo
- diventare sempre più frequenti nel corso della giornata
- richiedere più tempo prima di essere completati.
Questo processo può contribuire a spiegare perché alcune persone con DOC riferiscono la sensazione che il tempo dedicato ai rituali aumenti progressivamente, spesso senza un cambiamento evidente nelle attività quotidiane.

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Osservare il funzionamento delle compulsioni nei percorsi psicologici
Per comprendere meglio il funzionamento del DOC, nei percorsi psicologici viene talvolta utilizzata l’osservazione sistematica del ciclo ossessione-compulsione.
Secondo lo studio “Duration of Daily Life Activities in Persons With and Without OCD” di Zisler E. e altri colleghi del 2024, le persone con disturbo ossessivo-compulsivo possono impiegare più tempo nello svolgimento di molte attività quotidiane, in parte a causa della presenza di pensieri intrusivi o rituali associati.
Per questo motivo può essere utile osservare alcuni elementi nel corso della giornata, come:
- il momento in cui compaiono i pensieri intrusivi
- il tipo di disagio emotivo associato
- eventuali rituali o strategie utilizzate per ridurre l’ansia
- il tempo richiesto da questi comportamenti.
Questo tipo di osservazione non ha l’obiettivo di formulare una diagnosi, ma di descrivere il funzionamento del ciclo nel contesto quotidiano.
Due indicatori semplici possono aiutare a valutare se questo processo di osservazione sta diventando utile: una maggiore chiarezza sui momenti in cui si attiva il ciclo e una stima più precisa del tempo coinvolto nelle compulsioni.

Quando il tempo sembra sfuggire: osservare il ciclo può essere il primo passo?
Quando il DOC coinvolge pensieri intrusivi e rituali ripetitivi, il tempo può diventare una risorsa difficile da gestire. Comprendere il funzionamento delle ossessioni e delle compulsioni può aiutare a descrivere con maggiore precisione questi meccanismi, senza necessariamente interpretarli in modo immediato.
In GAM Medical, clinica DOC, gli psicoterapeuti specializzati nei disturbi ossessivo-compulsivi accompagnano le persone in percorsi terapeutici personalizzati orientati alla comprensione del funzionamento delle ossessioni e delle compulsioni.
Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.
Fonti:
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31371720/
- https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10726089/
- https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7370844/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38460475/



