Burnout o stress “normale”? 5 segnali che fanno la differenza

Tempo di lettura: 4 minuti

burnout o stress

Ti sei mai chiesto se lo stress che provi fosse in realtà burnout? E come puoi fare a distinguerlo?

Provare stress è normale e fa parte della vita di chiunque, chi più chi meno, vista la natura frenetica della routine di ognuno, ma quando lo stress diventa troppo e diventa problematico?

In questo articolo scopriremo qual è la differenza tra stress e burnout, delineando dei segnali da attenzionare, per riconoscerlo e comportarsi di conseguenza, così da superarlo e uscirne.

Qual è la differenza tra burnout e stress “normale”? 5 segnali

Spesso i termini “stress” e “burnout” vengono utilizzati in modo intercambiabile, nonostante esista una netta differenza fra le due cose, nello specifico: provare stress è una reazione normale del proprio sistema nervoso quando messi davanti ad una pressione eccessiva, dove ci si sente sopraffatti, ma si ha ancora la speranza di poter riuscire a riprendere il controllo su ciò che causa agitazione e di farcela alla fine; quando si parla di burnout, invece, si fa riferimento ad uno stato totale ed incontrollabile di esaurimento delle proprie risorse personali, di totale resa, caratterizzato da assenza di energie e motivazione, sentendosi svuotati.

Ma quali sono i segnali di “sindrome da burnout”? Stando all’articolo del 2018 “Symptoms and characteristics of burnout” di Aline Mauranges i 5 segnali a cui prestare attenzione sono:

  1. Sentirsi esausti mentalmente e fisicamente, stanchezza che sembra “insaziabile” a prescindere dalla quantità di riposo, che può con il tempo sfociare in dolori cronici, irritabilità e problemi nel concentrarsi.
  2. Cinismo e distacco emotivo, poca tolleranza, negatività.
  3. Riduzione nell’efficacia e nella produttività di ciò che si fa, dove a prescindere da cosa si fa nulla sembra funzionare ed essere abbastanza, a costo della propria salute.
  4. Perdita di gioia e motivazione, dove tutto sembra più difficile e complicato di quel che è, facendo allontanare da ciò e da chi si ama.
  5. “Ribellione” del corpo, con difficoltà nel dormire, dolori e indebolimento del corpo.

Riconoscere i sintomi del burnout è fondamentale per sapere come intervenire, perché spesso questi segnali possono venire mal interpretati ed essere classificati come stanchezza, ed è per questo motivo importante conoscere con chiarezza le varie fasi del burnout; vediamole insieme.

Quali sono le fasi del burnout? Le differenze dallo stress “normale”

Non tutti sanno che, prima di arrivare al “punto di non ritorno”, il dispiegarsi del burnout si manifesta gradualmente attraverso 4 fasi ben distinte, secondo l’articolo del 2018 “Burnout syndrome: definition, typology and management” di Isabelle Roy, ovvero

  1. Entusiasmo idealistico, come spesso accade nel lavoro, impiegando in esso grandi quantità di energie ed aspettative, finendo ad esserne dipendente e sacrificando così il proprio tempo libero.
  2. Stagnazione, fase durante la quale le aspettative incontrano le prove concrete della realtà, facendo strada a delusione e un primo accenno di calo della motivazione.
  3. Frustrazione, caratterizzata da sensazioni di incapacità e inutilità, scaricando la propria frustrazione all’esterno.
  4. Disimpegno apatico, la fase “ufficiale” del burnout ovvero dell’effettivo crollo, segnata da cinismo ed apatia, con assenza di energie e forte senso di colpa nei riguardi del proprio rendimento.

La durata di queste diverse fasi può variare a seconda della persona che lo vive e a seconda dell’intensità dell’affaticamento, secondo cui le varie fasi possono durare e presentarsi ad intervalli di tempo diversi per ognuno, andando a durare dalle poche settimane ai diversi mesi e, se non affrontato affatto, protrarsi anche per un periodo di tempo prolungato.

burnout o stress: 5 segnali
burnout o stress: 5 segnali

Come uscire dal burnout?

Nonostante possa sembrare impossibile si può superare il burnout e può essere d’aiuto per riuscirci:

  • Riconoscere di avere un problema.
  • Creare dei confini tra vita personale e lavorativa, in quanto spesso il burnout ha a che fare con le troppe responsabilità lavorative, così da poter staccare la spina quando necessario senza “portare a casa il lavoro”.
  • Coltivare degli hobby e delle passioni.
  • Praticare tecniche di rilassamento e di mindfulness, per gestire l’ansia e lo stress.
  • Chiedere aiuto ad un professionista della salute mentale, così da sviluppare maggiore consapevolezza su di sé e sul proprio funzionamento interiore.

Saper riconoscere e accettare di essere in difficoltà è il primo passo verso la guarigione, che ha un aspetto diverso per tutti, ma che è una strada percorribile con il giusto supporto e prestando attenzione a non essere troppo duri con se stessi, in quanto il burnout non è un segnale del fatto che qualcosa non vada bene in sé, ma che c’è qualcosa che non funziona al di fuori.

Credi di essere in burnout e avresti bisogno di aiuto?

Se senti di aver bruciato tutte le energie e ritieni di aver bisogno di un aiuto esterno, che si tratti di un bisogno di guarire dal burnout o di una necessità di gestire lo stress “normale”, potrai trovare presso GAM Medical, Centro per la gestione dello Stress e del Burnout, che si posiziona come eccellenza a livello nazionale nella prevenzione, valutazione e trattamento dello stress cronico e delle sindromi da esaurimento psico-fisico, comunemente conosciute come “burnout”.

Il nostro obiettivo è quello di fornire un supporto qualificato, integrando vari tipi di approcci e combinando competenze in ambito psicologico, medico e sociale per garantire interventi personalizzati, sensibilizzando le famiglie e i contesti lavorativi sui segnali di rischio e le strategie di prevenzione.

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30449467/
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30241629/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

Stress

Condividilo

Guarda le nostre recensioni

Se ti è piaciuto l'articolo iscriviti alla newsletter per non perdere tutte le nostre comunicazioni.