ADHD tra i chirurghi: cosa può spiegare una prevalenza alta?

Tempo di lettura: 4 minuti

ADHD e chirurghi

Le persone ADHD non sono tutte uguali, manifestano tutte inclinazioni e tipi di personalità diverse, che a prescindere dai sintomi tipici che accomunano tutti rappresentano dei modi di essere, di pensare e di vivere del tutto differenti gli uni dagli altri.

Quando si pensa alla condizione ADHD si ha in mente l’immagine di uno specifico tipo di persona: i chirurghi possono avere l’ADHD e anzi, è particolarmente diffusa come condizione all’interno di questo ambito professionale.

In questo articolo vedremo insieme perché esiste una prevalenza così alta di chirurghi ADHD, esplorandone i motivi e le caratteristiche.

Alta prevalenza di ADHD tra i chirurghi: perché succede e gli ipotetici rischi

Secondo lo studio scientifico del 2025 “Prevalence of adult ADHD among surgical trainees: a cross-sectional study from a Turkish University Hospital” di Gonca Ayse Unal, Selin Balki Tekin e Ayse Nur Inci Kenar, un numero significativo di medici chirurghi, in particolare un terzo del campione analizzato, rientra nella diagnosi ADHD, in quanto la natura frenetica, rischiosa e imprevedibile dell’ambito della chirurgia si allinea perfettamente con i punti di forza cognitivi e i tratti della personalità e i sintomi del cervello ADHD: se le caratteristiche ADHD possano spesso venire considerate tipicamente uno svantaggio ed una fonte di disagio, all’interno della sala operatoria avviene l’esatto contrario, in quanto questo particolare modo di funzionare può rappresentare e diventare un vero e proprio “superpotere”, che consente ai chirurghi di fare il proprio lavoro al meglio.

Nello specifico, i motivi per i quali ci sono così tanti chirurghi ADHD possono essere:

  • Iperfocus e intensità, poiché quando le persone DDAI sono impegnate in compiti che li appassionano e interessano sanno mantenere l’attenzione in modo in intenso e per lunghi periodi di tempo, come spesso capita per i compiti di un chirurgo.
  • Capacità di gestire i momenti di crisi e di lavorare bene sotto pressione e caos, in quanto il cervello DDAI funziona eccezionalmente bene sotto pressione e in situazioni di emergenza e le sale operatorie sono tipicamente frenetiche ed imprevedibili, fornendo così la stimolazione costante necessaria per mantenere attivo il cervello dei suoi chirurghi con condizione ADHD.
  • Capacità di multitasking e modalità “scan”, ovvero uno stato di allerta che può rendere i chirurghi neurodivergenti abili nell’individuare dettagli e situazione che i chirurghi neurotipici potrebbero non notare, questo facendoli eccellere in ambienti come questo.
  • Meccanismo compensatorio, perché si ipotizza che le persone con Disturbo da Decificit dell’Attenzione/Iperattività siano attrarre dalla chirurgia poiché vedono in questo campo un mezzo per gestire la propria condizione, potendo sfruttare il suo ambiente impegnativo e le sue regole rigide per incanalare le loro energie.
  • Alti livelli di energia e motivazione, che può portare a grandi risultati e soddisfazioni personali in ambiti competitivi come la chirurgia.
  • Prevalenza nella formazione medica, presentando i sintomi ADHD molto più frequentemente tra i tirocinanti chirurghi rispetto al resto degli ambiti.

Cosa può significare essere un chirurgo ADHD?

Se essere un chirurgo ADHD può essere un superpotere in grado di far svolgere il proprio lavoro meglio di chiunque altro, essendoci forti affinità tra i sintomi ADHD e l’ambiente chirurgico, possono presentarsi delle difficoltà nel momento in cui non si ha una diagnosi e la propria condizione non è trattata: lo studio scientifico del 2022 “Post-operative complications and ADHD” di YooJin Yoon, Matthew Kennis e Elijah W Hale , fa riferimento ed evidenzia la cosiddetta “Sindrome del Dottor Strange”, ovvero un archetipo che descrive il chirurgo come una personalità brillante, estroversa, senza nevrosi, pragmatica, competitiva, in cerca di novità e talvolta impulsiva: per quanto queste caratteristiche siano positive e possano portare al successo, possono comportare anche maggiori rischi di burnout a lungo andare e, a volte, peggiorare e rendere l’ADHD più difficile da gestire se non diagnosticato e trattato. 

Prima della diagnosi i propri comportamenti possono sembrare incomprensibili e difficili da interpretare, spingendo il chirurgo in questione a buttarsi a capofitto nel lavoro e usare la sala operatoria come un posto sicuro lontano dalla confusione di ciò che si prova all’interno, scappando dalle forti emozioni e dai dubbi; risulta per questo motivo fondamentale ricevere il trattamento e supporto adeguato per la propria condizione

ADHD e chirurghi: perchè?
ADHD e chirurghi: perchè?

Sei un chirurgo ADHD e sei in cerca del professionista per te?

Se hai il Disturbo da Deficit dell’Attenzione/Iperattività e stai cercando il professionisti ADHD giusto per te per cominciare un trattamento adatto, ma non sai da dove cominciare potrai trovare presso GAM Medical, clinica ADHD, psicologi specializzati in ADHD che si occupano di valutazione, diagnosi e trattamento del DDAI, adeguatamente formati e autorizzati a svolgere ogni fase del percorso clinico: dal colloquio anamnestico alla diagnosi, fino alla progettazione e alla realizzazione dei piani terapeutici.

Oltre alla specializzazione nella diagnosi e nel trattamento dell’ADHD, i nostri psicologi possono essere formati per lavorare con una specifica fascia d’età: esistono, infatti, psicologi specializzati nell’infanzia, che valutano, diagnosticano e trattano l’ADHD, e psicologi specializzati nel DDAI e nelle sue manifestazioni negli adolescenti e negli adulti ADHD.

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12096730/
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39817278/

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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