Contenuto verificatoTi è mai capitato di sentire parlare di un atleta di alto livello con ADHD (disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività) e chiederti come sia possibile conciliare un funzionamento attentivo complesso con uno sport di precisione?
La storia di Alysa Liu, pattinatrice artistica statunitense e campionessa olimpica, offre uno spunto interessante per comprendere come l’ADHD possa convivere con percorsi di alto rendimento. Conoscere meglio la sua esperienza può aiutare a capire in che modo alcune caratteristiche dell’ADHD possano essere gestite anche in contesti molto competitivi.
Alysa Liu è una pattinatrice artistica statunitense diventata nota molto giovane nel panorama internazionale del pattinaggio su ghiaccio. Nel corso della sua carriera ha ottenuto risultati di grande rilievo, tra cui titoli nazionali negli Stati Uniti e la partecipazione ai Giochi Olimpici Invernali.
Nel 2019 è entrata nella storia diventando la più giovane campionessa nazionale statunitense di pattinaggio artistico, un risultato che ha attirato grande attenzione nel mondo sportivo. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose competizioni internazionali e ha rappresentato gli Stati Uniti anche ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022.
Nel raccontare il proprio percorso sportivo, Liu ha parlato anche della sua esperienza con ADHD, spiegando come alcune caratteristiche legate all’attenzione e alla regolazione mentale abbiano fatto parte della sua crescita personale e sportiva.
Nel pattinaggio artistico, disciplina che richiede coordinazione, concentrazione e gestione della pressione competitiva, l’allenamento quotidiano richiede:
Il percorso di Liu rappresenta quindi un esempio di come persone ADHD possano sviluppare strategie efficaci per affrontare contesti molto impegnativi.
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Fai il test ADHDL’ADHD è un disturbo del neurosviluppo, definito nel DSM-5-TR come una condizione caratterizzata da pattern persistenti di disattenzione e, in alcuni casi, iperattività e impulsività. Tuttavia, le caratteristiche dell’ADHD possono manifestarsi in modi diversi a seconda del contesto.
Nonostante queste difficoltà, la ricerca suggerisce che l’ADHD sia presente anche tra atleti di alto livello. Questo indica che la condizione non impedisce necessariamente di raggiungere performance elevate.
Secondo la revisione scientifica “Attention-deficit hyperactivity disorder and elite athletes” di Han D. e altri colleghi del 2019, la condizione ADHD è presente anche tra gli atleti di alto livello, e alcune caratteristiche come elevata energia motoria, ricerca di stimoli e risposta rapida agli stimoli potrebbero in alcuni casi adattarsi bene ad ambienti sportivi dinamici.
In particolare, negli sport che richiedono ritmo, coordinazione e stimolazione costante, alcuni atleti con ADHD riferiscono di sperimentare:
Questo non significa che il disturbo dell’attenzione rappresenti un vantaggio sportivo in sé, ma suggerisce che il contesto e le strategie di gestione possono influenzare molto l’espressione delle caratteristiche della condizione.
Molte persone ADHD riferiscono che attività fisiche strutturate possono facilitare la concentrazione e la regolazione dell’attenzione.
L’attività sportiva richiede infatti il coinvolgimento simultaneo di diversi sistemi cognitivi e motori. Questo livello di stimolazione può favorire un maggiore coinvolgimento attentivo.
Secondo l’articolo “Exercise effects on attention deficit hyperactivity disorder: A systematic review” di Den Heijer A. e altri colleghi del 2017, l’attività fisica potrebbe contribuire a migliorare alcuni aspetti della regolazione attentiva e del controllo comportamentale nelle persone ADHD.
Sport come il pattinaggio artistico richiedono una combinazione di:
Questi elementi creano un contesto altamente stimolante, che per alcune persone ADHD può risultare più facile da gestire rispetto ad attività molto monotone.
Gli sport di alto livello comportano una forte pressione psicologica. Per atleti ADHD, la gestione dello stress e dell’attenzione durante la gara può rappresentare una sfida specifica.
Secondo lo studio “Psychological functioning in athletes with attention deficit hyperactivity disorder” di Hoogman M. e altri del 2020, gli atleti ADHD possono beneficiare di strategie di supporto psicologico mirate alla regolazione emotiva, alla gestione della concentrazione e alla preparazione mentale alla competizione.
Tra gli strumenti più utilizzati nello sport professionistico vi sono:
Questi strumenti possono aiutare a creare una maggiore stabilità attentiva nei momenti di maggiore pressione.
Se credi che l’ADHD possa limitarti, un percorso diagnostico ti aiuterà a ottenere chiarezza e a capire come affrontarlo al meglio.
Prenota la diagnosi ADHDLa storia di Alysa Liu può essere letta come un esempio di come una persona ADHD possa costruire un percorso di successo anche in contesti altamente competitivi.
Le esperienze di atleti e personaggi pubblici che parlano apertamente della propria condizione possono contribuire a ridurre lo stigma associato ai disturbi del neurosviluppo. Inoltre, queste storie possono aiutare molte persone a comprendere che l’ADHD non definisce il valore o il potenziale di un individuo.
È importante sottolineare che ogni esperienza con il disturbo dell’attenzione e iperattività (DDAI) è diversa. Il funzionamento attentivo, la regolazione emotiva e le strategie di gestione possono variare molto da persona a persona.
Tuttavia, storie come questa possono contribuire a diffondere un messaggio importante: la DDAI non definisce il potenziale di una persona, ma rappresenta una modalità di funzionamento che può essere compresa e gestita con strumenti adeguati.

Quando può essere utile un supporto?
Conoscere meglio come funzionano attenzione, motivazione ed emozioni nell’ADHD può aiutare molte persone a sviluppare strategie più efficaci nella vita quotidiana, nello studio o nello sport.
In GAM Medical, clinica ADHD, attraverso un intervento medico e personalizzato è possibile accedere a percorsi di trattamento specifici per l’ADHD, costruiti sulla base delle caratteristiche individuali della persona.
Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.
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