Contenuto verificatoIl termine “rinseaholic” si utilizza per per descrivere chi tende a sciacquare/lavare in modo molto frequente: ad esempio, sciacquare le mani o le dita decine di volte.
Il rinseaholism non è una diagnosi clinica, ma un’etichetta informale che può racchiudere comportamenti diversi da abitudini intense fino a compulsioni di lavaggio tipiche del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC).
Nellle prossime righe capiremo meglio cos’è il rinseaholism, come e se è collegata al DOC e quali sono gli elementi che consentono di discriminare un atteggiamento da un disturbo vero e proprio
Con “rinseaholic” intendiamo una persona che ha una tendenza persistente a lavare o risciacquare oggetti o parti del corpo più volte del necessario rispetto agli standard igienici consueti.
Nel comportamento di un “rinseaholic” non ci si lava le mani per igiene reale, ma per togliere una sensazione (di “contaminante”, appiccicoso, unto, odore, bagnato) o per calmare un dubbio/fastidio interno.
Le mani possono essere già pulite: ciò che spinge al rubinetto è l’urgenza di risciacquo, non la sporcizia oggettiva.
Nel lavaggio “igienico”, invece, c’è un motivo concreto (prima/dopo bagno, prima di cucinare, dopo aver toccato rifiuti) e il gesto è proporzionato e flessibile.
In alcune persone parliamo di una preferenza intensa per il pulito; in altre, i lavaggi assumono la forma di rituali fino a quando non si raggiunge una sensazione interna di “giusto”.
Un esempio lampante di contesto nel quale è frequente il rinseaholism è in cucina
Immaginiamo che stai preparando un’insalata con carote, pomodori, insalata verde, olio e sale.
In cucina il contrasto è evidente: da una parte c’è chi riesce a concatenare più azioni di seguito e lavarsi nei passaggi chiave; dall’altra c’è chi sente il bisogno di risciacquarsi ad ogni micro-contatto, non per pulire davvero, ma per togliere una sensazione o placare il dubbio.
Il gesto non segue più la logica pratica della preparazione: diventa un rituale ripetuto che frammenta il lavoro e non porta un reale vantaggio igienico.
Il rinseaholism, come già accennato, descrive il bisogno frequente di risciacquare/lavare (mani, utensili, superfici) oltre quanto serve nella pratica.
Questo pattern può assomigliare molto al DOC da contaminazione, ma non coincide per forza con una diagnosi di DOC.
L’area di sovrapposizione con il DOC da contaminazione è la seguente: nel DOC da contaminazione l’ansia non riguarda solo “germi/malattie” in astratto: spesso si estende alla contaminazione tra oggetti e persone, generando catene del tipo:
In questo schema, per ridurre l’ansia, la persona mette in atto rituali ripetitivi (risciacqui, lavaggi, cambi frequenti di utensili, “restart” dell’intera sequenza).
Oltre a questa area di sovrapposizione, altri elementi in comune tra rinseaholism e DOC da contaminazione sono, sicuramente:
In presenza di questi segnali, è utile una valutazione clinica per DOC.
Il rinseaholism è un fenomeno comportamentale che può essere espressione di DOC da contaminazione, ma non sempre lo è.
In molti casi il risciacquo frequente viene messo in atto per altri motivi, talvolta adattivi, talvolta transitori, e non presenta la rigidità, i “restart” o l’interferenza tipica del disturbo.
Le ragioni più comuni che possono spiegare risciacqui ripetuti senza parlare di DOC sono:
Se ti riconosci nel rinseaholism chiediti perché ti stai risciacquando: per pulire davvero o per togliere una sensazione/dubbio?
Se riesci a posticipare, ridurre, saltare un risciacquo senza ansia intensa; se non hai regole rigide, restart, tempo perso o pelle danneggiata, è probabile che non si tratti di DOC.
Se invece i risciacqui sono automatici, ripetitivi, difficili da fermare e interferiscono con la tua vita quotidiana e col tempo che impieghi per svolgere alcune mansioni, vale la pena una valutazione clinica: noi della clinica specializzata in DOC GAM-Medical conosciamo non solo tutte le sfaccettature e i sintomi del DOC ma anche quelle dei comportamenti ossessivi subclinici.
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