Autismo e sessualità: 5 cose da sapere

Tempo di lettura: 5 minuti

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educazione sessuale

Ti starai chiedendo, come funziona la sfera sessuale per le persone autistiche? Che cosa bisogna sapere?

La sessualità è una parte fondamentale della vita umana e spesso, nell’immaginario comune, si tende a pensare che non sia la stessa per le persone con l’autismo. In realtà, però, la sessualità è parte della vita anche delle persone con il disturbo dello spettro autistico (ASD). Tuttavia, il modo in cui queste persone vivono e comprendono la sessualità può essere molto diverso rispetto a quello delle persone neurotipiche.

Le persone neurodivergenti, infatti, possono trovarsi a dover affrontare diverse sfide, dovute: alla mancanza di un’educazione sessuale adeguata, alle difficoltà nelle interazioni sociali e alla scarsa consapevolezza delle proprie emozioni e di quelle altrui.

In questo articolo esploreremo i cinque aspetti essenziali della sessualità nelle persone con il disturbo dello spettro autistico, offrendo una panoramica basata sulle ricerche più recenti e su come poter migliorare questo aspetto della vita.

#1 L’educazione sessuale: per le persone con autismo è essenziale, ancora più che per il resto delle persone 

L’educazione sessuale è una formazione molto importante e che dovrebbe essere diritto di tutte le persone, eppure spesso i soggetti con autismo non la ricevono in forma adeguata, o non la ricevono affatto. Questa mancanza può avere conseguenze significative sul loro benessere e renderli più vulnerabili a situazioni di abuso o fraintendimenti nelle relazioni interpersonali, come dimostrato dalla ricerca “Systematic Integrative Review: Sex Education for People with Autism Spectrum Disorder”. È quindi importante:

  • Fornire un’educazione chiara e strutturata anche alle persone autistiche: le persone ASD hanno bisogno di un’educazione sessuale chiara, esplicita e strutturata. Gli interventi educativi dovrebbero basarsi su: uso di dispositivi di supporto visivo come libri illustrati, foto e video per rendere semplice la comprensione, la ripetizione delle informazioni in modo che queste possano radicarsi nella mente, l’uso di una comunicazione specifica e calibrata in base alle capacità cognitive e comunicative della persona che la riceve.
  • Superare i tabù tipici della società moderna e mettere da parte la paura di affrontare il tema della sessualità: molto spesso i genitori e gli educatori evitano di parlare di sessualità con i ragazzi autistici per paura di incoraggiarne il comportamento sessuale o di avere fraintendimenti. La ricerca, però, dimostra che fornire informazioni corrette aiuta a prevenire comportamenti inappropriati e migliora la qualità delle relazioni interpersonali, oltre che anche la sicurezza stessa del soggetto.

#2  Le difficoltà sociali e come esse influenzano la sessualità

Le persone ASD possono avere difficoltà nel comprendere le dinamiche sociali e delle relazioni interpersonali. Questo può rendere molto più complicata la comprensione e la gestione della propria sessualità e la calibrazione delle relazioni affettive e romantiche. Per minimizzare l’impatto delle difficoltà sociali, può essere utile:

  • Comprendere le regole sociali della sessualità: uno degli aspetti più complicati da capire per le persone sono le regole sociali implicite, e quelle legate alla sessualità non fanno di certo eccezione. Per le persone con autismo è importante capire quando e dove è appropriato esprimere un certo comportamento, riconoscere il consenso e rispettare i confini degli altri, distinguere chiaramente le relazioni amicali da quelle romantiche e da quelle sessuali.
  • Riconoscere la difficoltà nell’interpretare i segnali non verbali: le persone con autismo spesso non riescono a interpretare segnali corporei e non verbali delle altre persone, il che può portare a malintesi nelle interazioni affettive e sessuali e a comportamenti inappropriati. Per questo motivo, l’educazione sessuale dovrebbe includere esercizi pratici per aiutare a riconoscere e interpretare questi segnali.

#3 Capire e riconoscere il consenso: un punto chiave dell’educazione sessuale 

Il concetto di consenso è centrale in qualsiasi relazione sana, ma per le persone con autismo può essere difficile da capire e riconoscere in modo intuitivo. Questo può portare a un forte rischio di vulnerabilità. Le persone con autismo sono, infatti, più a rischio di diventare vittime di abuso sessuale, come evidenzia la ricerca “Systematic Integrative Review: Sex Education for People with Autism Spectrum Disorder” a causa della difficoltà nel riconoscere situazioni potenzialmente pericolose, della propensione a fidarsi ciecamente delle persone e dello scarso accesso a modelli di comportamento sano. Fortunatamente, esistono delle strategie utili per insegnare il consenso,come:

  • L’uso di esempi pratici e concreti, spesso visivi.
  • L’insegnamento delle strategie di autodifesa.
  • La spiegazione chiara del concetto di “no”.
autism awarness scritta
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#4  Il ruolo della famiglia e degli educatori: come può fare la differenza 

I genitori, gli insegnanti e tutti gli adulti strettamente vicini possono svolgere un ruolo cruciale nell’educazione affettivo-sessuale delle persone con autismo. Il loro aiuto può essere utile a:

  • Superare il disagio nel parlare di sessualità: molti genitori trovano difficile affrontare il tema della sessualità con i loro figli; quando si tratta di figli autistici, questa difficoltà solitamente aumenta. È importante superare il disagio e informarsi su come fornire le risposte adeguate ai bisogni specifici della persona ASD.
  • Creare un quadro chiaro di coerenza educativa: gli interventi educativi tra casa, scuola e centri di supporto devono essere coerenti e mirare agli stessi obiettivi.

#5 Gli stereotipi sulla sessualità nell’autismo e come superarli 

Oggigiorno esistono ancora molti stereotipi sulla sessualità delle persone con autismo, che possono portare a discriminazione e incomprensione. È quindi importante:

  • Sfatare tutti i falsi miti, i più comuni tra i quali possono essere: i soggetti con autismo non sono interessate alla sessualità e non hanno pulsioni carnali, oppure non sono in grado di avere relazioni romantiche
  • Promuovere una visione più inclusiva e diversificata della sessualità. È importante cambiare il punto di vista comune sulla sessualità e riconoscere le sue diversità e sfaccettature. La sessualità, infatti, non è definibile in maniera universale; ogni individuo, neurotipico o neurodivergente, ha le sue esigenze e ha diritto di vivere la propria sessualità in modo sano, sicuro e soddisfacente.

L’educazione sessuale per le persone con autismo è quindi cruciale. Una formazione adeguata può migliorare la qualità della vita, prevenire situazioni di pericolo e favorire relazioni sane e rispettose. 

Sessualità e Autismo: supporto professionale per un Benessere Completo

La sessualità è una parte essenziale del benessere psicologico ed emotivo, ma per le persone con autismo, le sfide sociali e comunicative legate al Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) possono complicare la gestione della propria sessualità. Difficoltà nel comprendere dinamiche sociali, riconoscere segnali non verbali e gestire impulsi possono generare disagi, malintesi e vulnerabilità.

In questo contesto, la figura del sessuologo diventa cruciale. Un professionista esperto può aiutare le persone con autismo a comprendere meglio la propria sessualità, gestire le relazioni intime e promuovere esperienze sessuali sane e rispettose. L’educazione al consenso, ai confini e alla consapevolezza del corpo è fondamentale per prevenire comportamenti rischiosi.

GAM-MEDICAL, clinica specializzata nell’autismo, offre un supporto sessuologico personalizzato per persone ASD, mirando a garantire esperienze sessuali serene e consapevoli, indipendentemente dalla gravità del disturbo.

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://link.springer.com/article/10.1007/s11195-024-09877-4 
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