Looping Autistico: ripetere e fare sempre le stesse cose

Tempo di lettura: 3 minuti

looping autistico: cos'è?

Con il termine looping autistico si fa riferimento a quella condizione in cui una persona nello spettro autistico — bambino, adolescente o adulto — entra in una sorta di “loop”, cioè in una ripetizione persistente di pensieri, comportamenti, parole o gesti.

Può trattarsi di una frase ripetuta più volte, di un movimento che torna in modo ciclico, di uno stesso argomento affrontato continuamente, oppure di un pensiero che si riavvolge e si ripresenta senza riuscire a trovare una chiusura.

Il looping autistico non è semplicemente “fissarsi” su qualcosa. È piuttosto un meccanismo che può avere funzioni diverse: regolazione emotiva, gestione dell’ansia, bisogno di prevedibilità, tentativo di dare ordine a un’esperienza complessa o sovraccaricante.

A volte il loop è visibile all’esterno (attraverso comportamenti ripetitivi o ecolalie), altre volte è più interno e riguarda soprattutto il pensiero.

Il looping autistico può quindi manifestarsi in modalità differenti, con intensità e significati diversi a seconda della persona e del contesto.

Nel corso di questo articolo vedremo più nel dettaglio che cos’è, come si presenta nelle varie età e, soprattutto, a quali bisogni risponde. Perché dietro ogni loop non c’è un comportamento “senza senso”, ma una funzione precisa che merita di essere compresa.

Cosa significa “looping”?

Il termine looping significa letteralmente “andare in loop”, cioè entrare in un ciclo che si ripete. È un concetto preso dal linguaggio dell’informatica e della musica: un loop è una sequenza che si riproduce continuamente, uguale o molto simile, senza una vera conclusione.

Applicato all’esperienza umana, il looping indica quindi una ripetizione persistente di qualcosa — un pensiero, una frase, un gesto, un comportamento — che tende a ripresentarsi più volte e che può essere difficile interrompere volontariamente.

Nel contesto neurodivergente, si parla di looping autistico (termine non clinico) per riferirsi, in modo semplice e immediato, a quella sensazione di “incastro” o di ripetizione ciclica che può coinvolgere la mente, il corpo o entrambi.


A che bisogno autistico risponde il looping?

Il looping autistico in genere non è un comportamento “senza senso”, ma risponde a bisogni molto precisi. Spesso serve prima di tutto a creare prevedibilità e stabilità: ripetere qualcosa di noto riduce l’incertezza e dà un senso di controllo. Può anche avere una funzione di regolazione emotiva, perché aiuta a calmare ansia, tensione o agitazione, soprattutto quando l’ambiente è troppo stimolante o quando si è sotto stress.

In molti casi il looping è anche un modo per gestire il sovraccarico sensoriale o cognitivo: la ripetizione restringe il campo, riduce la complessità e permette al cervello di “ancorarsi” a qualcosa di familiare.

Infine, può rispondere a un bisogno di organizzazione interna: ripetere pensieri, parole o sequenze può aiutare a elaborare informazioni, a dare ordine a ciò che è successo o a prepararsi mentalmente a una situazione.

In questo senso, il loop non è solo una ripetizione: è spesso una strategia di autoregolazione e di protezione.

Looping autistico infantile: perché i bambini autistici fanno sempre le stesse cose?

Nei bambini autistici, il looping autistico può manifestarsi attraverso forme di ripetizione molto evidenti e concrete. Ad esempio:

  • Ripetere sempre gli stessi movimenti, come dondolarsi, battere le mani, girare su sé stessi o muovere le dita davanti agli occhi.
  • Ripetere sempre le stesse parole o frasi, magari prese da cartoni animati, canzoni o conversazioni appena ascoltate.
  • Ripetere sempre gli stessi giochi o le stesse sequenze, facendo le cose nello stesso identico ordine e nello stesso modo.
  • Ripetere sempre le stesse domande o richieste, anche dopo aver ricevuto una risposta.
  • Guardare sempre gli stessi cartoni animati o le stesse scene, a ripetizione, in loop.
  • Riascoltare sempre la stessa canzone o la stessa parte di un video, più e più volte.

Come già accennato, queste ripetizioni non sono casuali: spesso rispondono a un bisogno di regolazione, di prevedibilità o di sicurezza.

Looping negli autistici adulti: il ruolo della ripetizione nello spettro

Negli adulti autistici, il looping può mantenere alcune caratteristiche presenti fin dall’infanzia, ma assumere forme più “adulte” nei contenuti. Alcuni loop restano simili a quelli di quando si era bambini, altri si trasformano o se ne aggiungono di nuovi.

Ad esempio:

  • Ripetere sempre le stesse canzoni, ascoltandole a ripetizione anche per ore o giorni.
  • Ripetere mentalmente o ad alta voce jingle pubblicitari, slogan o frasi sentite nei media, che rimangono “incastrate” nella mente.
  • Rivedere sempre gli stessi film, serie o scene specifiche, anche conoscendole già a memoria.
  • Ripercorrere sempre gli stessi pensieri o conversazioni, analizzandole più volte nella propria mente.
  • Ripetere sempre gli stessi percorsi o le stesse routine quotidiane, anche quando non sarebbe strettamente necessario.
  • Parlare ripetutamente degli stessi argomenti di interesse, tornando più volte sugli stessi temi.

La differenza rispetto all’infanzia non sta tanto nella struttura del loop — che rimane ripetitiva — quanto nel contenuto, che diventa più coerente con l’età e con gli interessi personali.

Anche negli adulti, questi loop non sono casuali: spesso rispondono a un bisogno di regolazione emotiva, di familiarità, di controllo o di riduzione dell’ansia.

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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