Depressione: si guarisce? Terapie, farmaci e tempi realistici di recupero

Tempo di lettura: 4 minuti

Dalla depressione si guarisce?

Ti sei mai chiesto se fosse possibile guarire dai sintomi della depressione? In che modo e in quanto tempo?

Il disturbo della depressione è una delle malattie mentali più diffuse e che più hanno il potere di intaccare la vita di una persona e conviverci può essere una grande sfida e può spaventare molto per via della sua intensità, sentendo di non avere il controllo su essa e su come ci si sente: ma è possibile uscirne?

In questo articolo vedremo insieme in che modo è possibile guarire la depressione, quali sono le terapie e i farmaci più indicati e quali le tempistiche generali di guarigione delineate dagli esperti.

Si guarisce dalla depressione?

Ma quindi: si può guarire dalla depressione? La risposta è sì, chiedendo aiuto ai medici, trovando le terapie e i farmaci giusti è possibile guarire dai sintomi depressivi e tornare a vivere una vita al di fuori di questa condizione.

Quello che sperimentano i soggetti che soffrono di questo disturbo può spesso sembrare ed essere percepito come più grande di loro, caratterizzato da forte senso di tristezza e negatività, nei casi peggiori un vero e proprio “dolore di vivere”, che sfocia di conseguenza nel chiudersi in se stessi e rifiutare l’esterno, ma è possibile nonostante tutto questo combattere questo malessere e venirne fuori dall’altro lato un qualcuno di nuovo: vediamo insieme in che modo.

Fra tutti i tipi di psicoterapia utilizzati nel campo quella che presenta il metodo più efficace per trattare la condizione depressiva è la terapia cognitivo-comportamentale, che si concentra sulle relazioni tra pensieri, emozioni e comportamenti.

Secondo lo studio del 2019 “The process and delivery of CBT for depression in adults: a systematic review and network meta-analysis” di José A López-López, Sarah R Davies, Deborah M Caldwell, Rachel Churchill, Tim J Peters, Deborah Tallon, Sarah Dawson, Qi Wu, Jinshuo Li, Abigail Taylor, Glyn Lewis, David S Kessler, Nicola Wiles e Nicky J Welton, la terapia cognitivo-comportamentale effettua due diversi interventi, ovvero:

  1. Interventi cognitivi: l’umore basso influenza i processi di pensiero, portando il soggetto a vedere tutto nero, per questo motivo si cerca di aiutare il paziente ad identificare e modificare i pensieri automatici negativi, ritenuti responsabili del sostegno e mantenimento della depressione, così da sviluppare una modalità di pensiero più equilibrata e razionale, ridimensionando le emozioni negative e migliorando l’umore.
  2. Interventi comportamentali: la terapia aiuta chi soffre di depressione a costruire migliori abilità per affrontare le difficoltà quotidiane, anch’esse ritenute responsabili nell’aver portato il soggetto in questione a sviluppare la condizione depressiva, insegnando modalità comunicative più efficaci e strategie di problem solving; inoltre questa fase consiste anche nella ripresa graduale delle attività che sono state abbandonate (attivazione comportamentale) per via della malattia e che in passato appassionavano e recavano piacere al soggetto.

Ma la terapia cognitivo-comportamentale non è l’unica in grado di trattare la depressione, infatti esistono diversi approcci capaci di indagare altri aspetti altrettanto importanti, come ad esempio:

  • Approccio psicodinamico, che esplora il ruolo dei processi inconsci nei sintomi depressivi, concentrandosi sulle dinamiche riguardanti ad esempio i conflitti irrisolti e utilizzando tecniche come l’interpretazione dei sogni e l’analisi delle resistenze per favorire l’esplorazione e la comprensione dei fattori inconsci, secondo lo studio scientifico del 2021 “Depression and mentalizing: A psychodynamic therapy process study” di Kari Halstensen, Rolf Gjestad, Patrick Luyten, Bruce Wampold, Pehr Granqvist, Gry Stålsett e Sverre U Johnson.
  • Approccio sistemico-relazionale, che considera la depressione come il risultato di interazione complesse all’interno dei sistemi familiari e sociali, concentrandosi sulle relazioni interpersonali e sui modelli comunicativi disfunzionali che possono influenzare i sintomi e utilizzando tecniche come la terapia familiare e di coppia per promuovere la consapevolezza e il cambiamento all’interno dei sistemi relazionali.
  • Approccio integrato, che combina elementi di diverse modalità terapeutiche per adattarsi alle esigenze specifiche del paziente, coinvolgendo quindi una combinazione di CBT, terapia psicodinamica, terapia sistemica e altre modalità terapeutiche per fornire un trattamento completo e personalizzato.

In generale il trattamento più efficace sembra essere quello combinato, ovvero di sia psicoterapia che terapia farmacologica, ma dipende dal caso specifico e da ciò che i propri medici ritengono più appropriato ed efficace.

Arriviamo ora alla domanda più diffusa, ovvero: quanto tempo ci vuole per guarire dalla depressione?

Come ogni cosa, i tempi di guarigione possono dipendere da una moltitudine di fattori, dalla salute fisica, dal grado della depressione, dalla forza morale del paziente, dal supporto che si riceve e non si riceve dalle persone che si anno intorno, da se si è in terapia o meno.

Più nello specifico le stime sulla guarigione possono variare in base al tipo di depressione che si sta vivendo: se si tratta di una fase depressiva si parla solitamente di 6 mesi, 1 o 2 anni nei casi peggiori, con la remissione totale dell’episodio depressivo in 2-4 mesi se si assumono psicofarmaci; mentre nel caso della depressione cronica il malessere può protrarsi anche per tutta la vita, ma se trattata è possibile vedere la riduzione dei sintomi da 2 a 4 settimane.

depressione, terapie e farmaci
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Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31179960/
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34351181/

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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