Quando si parla di autismo se ne parla spesso in relazione alle sue componenti e sintomi nei bambini, in quanto spesso la diagnosi arriva in tenera età e quando si è ancora molto piccoli, essendo i sintomi tipici da subito chiari ed evidenti: negli ultimi tempi però la percentuale di persone diagnosticate con autismo durante l’età adulta è aumentata e la percezione dei sintomi stessi è cambiata, essendo la condizione dell’autismo uno spettro ed essendo che molte persone facendo masking nascondono i sintomi più riconoscibili; ma quindi, quali sono i segnali di autismo negli adulti?
In questo articolo vedremo insieme come si presentano i sintomi dell’autismo negli adulti, in particolare facendo attenzione alle caratteristiche e ai segnali più sottili e sottovalutati, che emergono sul lavoro e nelle relazioni.
Autismo negli adulti: caratteristiche principali sottili
Nonostante si tratti della stessa neurodivergenza, il modo in cui la neurodivergenza delll’autismo si manifesta nei bambini e negli adulti è diverso, in quanto i sintomi e le loro manifestazioni sono influenzate dalle diverse circostanze e contesti di vita in cui le persone si trovano, dall’ambiente e dalle altre persone lo abitano: spesso infatti, quando si trova in un ambiente che richiede uno specifico tipo di comportamento e in cui esistono specifiche aspettative, una persona con autismo tenderà a fare “masking”, ovvero a nascondere i sintomi più evidenti per soddisfare lo standard di comportamento e personalità richiesto.
Nonostante questo però ci sono dei segnali, anche se nascosti, che possono essere reindirizzati all’autismo, secondo quanto citato dallo studio scientifico del 2021 “Adults with Autism: Changes in Understanding Since DSM-111” di Patricia Howlin, come:
- Difficoltà con i segnali sociali, ovvero nell’interpretare espressioni facciali, toni di voce o generale linguaggio del corpo, quindi tutto ciò che ha un significato implicito e non apertamente esplicitato dalla persona in questione, come anche il sarcasmo e l’ironia.
- Difficoltà nei convenevoli e con le conversazioni di circostanza, spesso superficiali e senza un apparente scopo, che possono far sentire la persona con autismo a disagio.
- Intensa attenzione per i propri interessi assorbenti, come una specifica attività o hobby, ma anche un tema o materia in particolare, al quale si dedica molto del proprio tempo.
- Sensibilità sensoriale, provando fastidio per specifici tessuti, suoni e luci.
- Difficoltà nel capire regole “non dette”, con cui le persone neurotipiche non sembrano avere problemi.
- Fare masking, così da sentirsi integrati e come tutti gli altri, imitando i loro modi di fare, ignorando le tue tendenze interiori naturali e iperanalizzando ogni interazione sociale, per capirne i “segreti nascosti”.
- Esaurimento emotivo, per via delle forti ed intense emozioni, dove spesso le persone con autismo si chiudono in se stessi per riprendersi.

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Autismo negli adulti: segnali sul lavoro
Un aspetto importante della vita di una persona con autismo è quello lavorativo, dove le sue naturali caratteristiche spesso vanno in contrasto con la tipica vita lavorativa, a partire dai metodi e ritmi di lavoro, fino ad arrivare alla socializzazione costante a cui si è sottoposti.
Secondo lo studio scientifico del 2018 “Transition to work: Perspectives from the autism spectrum” di Darren Hedley, Ru Cai, Mirko Uljarevic, Mathilda Wilmot, Jennifer R Spoor, Amanda Richdale e Cheryl Dissanayake, i segnali di autismo negli adulti sul lavoro possono essere:
- Comportamenti ripetitivi, utili alla persona con autismo per gestire le distrazioni, i rumori e gli stimoli sociali, che spesso mettono loro a disagio.
- Difficoltà nella socializzazione, per via delle regole non dette e per via del sarcasmo e delle espressioni facciali da dover decifrare.
- Interessi specifici, escludendo e tenendo fuori dal loro raggio di interesse quelle materie non oggetto delle loro passioni.
- Difficoltà con il lavoro di squadra, ottenendo i migliori risultati lavorando da soli, sapendo cosa aspettarsi senza avere sorprese.
- Sensibilità ai suoni, cosa che può rendere più difficile concentrarsi a lavoro senza delle cuffie che cancellano i rumori esterni o musica in sottofondo.
Per le persone con autismo l’ambiente lavorativo può essere una grande sfida, ma con le strategie e gli strumenti giusti è possibile viverci limitando le difficoltà al minimo.

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Autismo negli adulti: segnali nelle relazioni
Un aspetto sottovalutato, dove però possiamo ritrovare diversi segnali di autismo negli adulti, è quello delle relazioni, aspetto molto delicato anche per le persone neurotipiche, che le persone con autismo spesso vivono con difficoltà e talvolta confusione, vivendo l’affettività e le relazioni in maniera diversa.
Segnali di autismo nel partner per quanto riguarda le relazioni, secondo quanto citato dallo studio scientifico del 2020 “Romantic Intimacy in Autism: A Qualitative Analysis” di Giorgia Sala, Merrilyn Hooley e Mark A Stokes, possono essere:
- Capire i segnali sociali, avendo difficoltà a capire cosa le persone intendano davvero, cosa che può portare a misunderstanding nella coppia.
- Bisogno di stabilità, cosa che può portare difficoltà in una relazione in caso i piani e le routine subiscano dei cambiamenti improvvisi ed inaspettati, e quindi si potrebbero non apprezzare ipotetiche sorprese da parte del proprio partner.
- Ansia, che può portare ad iperanalizzare determinate situazioni, portando con sé sbalzi d’umore, problemi con il sonno e irritabilità.
- Interessi specifici, che il proprio partner potrebbe percepire come più importanti della relazione stessa.
- Sensibilità sensoriale, che può portare a provare frustrazione e disagio sia in situazioni sessuali che non.
E’ importante trovare compromessi con il proprio partner e imparare ad aprirsi a nuove prospettive, comunicando apertamente i propri bisogni e ascoltando quelli della controparte con empatia e compassione.

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Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.
Fonti:
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33474661/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28387577/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31993919/



