Autismo in età adulta: come si riconosce?

Tempo di lettura: 4 minuti

autismo in età adulta

Ti è mai capitato di chiederti se alcune difficoltà relazionali, sensoriali o comunicative che vivi da sempre possano avere una spiegazione più profonda?

Molte persone scoprono solo in età adulta di presentare caratteristiche riconducibili allo spettro dell’autismo, spesso dopo anni di fraintendimenti o diagnosi parziali. 

In questo articolo vedremo come si riconosce l’autismo in età adulta, quali segnali possono emergere e perché la valutazione clinica è un passaggio fondamentale.

Autismo in età adulta: perché può passare inosservato?

L’autismo è una condizione del neurosviluppo presente fin dall’infanzia. Tuttavia, non sempre viene riconosciuto nei primi anni di vita, soprattutto quando le caratteristiche sono più sottili o quando la persona sviluppa strategie di adattamento efficaci.

In età adulta, molte persone arrivano a una prima riflessione sull’autismo dopo anni di:

  • difficoltà relazionali ricorrenti;
  • senso di “diversità” non spiegata;
  • affaticamento sociale;
  • diagnosi precedenti che non chiariscono pienamente il funzionamento.

Questo accade perché, nel tempo, alcuni adulti imparano a compensare o mascherare le proprie difficoltà, adattandosi alle richieste sociali. Il risultato è che i segnali dell’autismo possono diventare meno visibili all’esterno, ma non necessariamente meno faticosi da gestire.

Secondo lo studio del 2017 ”Camouflaging in autism: A systematic review” di Hull et al., molte persone nello spettro autistico, soprattutto in età adulta, utilizzano strategie di camouflage o mascheramento per adattarsi ai contesti sociali. Queste strategie includono l’imitazione dei comportamenti altrui, la soppressione di reazioni spontanee e l’uso di script sociali appresi.

Il mascheramento può portare a:

  • apparente competenza sociale;
  • difficoltà a riconoscere il proprio disagio;
  • affaticamento emotivo e cognitivo;
  • aumento del rischio di ansia o burnout.

Riconoscere l’autismo in età adulta significa quindi andare oltre ciò che è visibile e considerare lo sforzo interno necessario per “funzionare” nei contesti quotidiani.

Autismo in età adulta: segnali relazionali e comunicativi

Uno degli ambiti più rilevanti nel riconoscimento dell’autismo in età adulta riguarda le relazioni e la comunicazione. Non si tratta necessariamente di assenza di interesse sociale, ma spesso di modalità diverse di interazione.

Tra i segnali più frequentemente riportati si osservano:

  • difficoltà nel comprendere sottintesi, ironia o doppi sensi;
  • uso molto letterale del linguaggio;
  • fatica nel mantenere conversazioni informali;
  • preferenza per relazioni strutturate o prevedibili;
  • bisogno di tempi di recupero dopo interazioni sociali.

È importante sottolineare che queste caratteristiche non indicano scarsa empatia. Molti adulti autistici riportano una forte sensibilità emotiva, ma una difficoltà nel tradurla in comportamenti sociali attesi.

Secondo la ricerca del 2022 “DSM-5-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders” dell’American Psychiatric Association, una delle caratteristiche centrali dello spettro autistico riguarda la presenza di interessi ristretti o altamente focalizzati.

In età adulta, questi interessi possono assumere forme molto diverse e socialmente accettate, come ambiti professionali, hobby o passioni specifiche. Ciò che li distingue non è il contenuto, ma il modo in cui vengono vissuti.

Possono essere caratterizzati da:

  • elevata intensità e profondità;
  • bisogno di continuità e prevedibilità;
  • funzione regolativa sul piano emotivo;
  • difficoltà a interromperli o a spostare l’attenzione.

Per molte persone, gli interessi ristretti rappresentano una risorsa, offrendo competenza, motivazione e senso di identità. Diventano problematici solo quando entrano in conflitto con le richieste esterne o quando non vengono compresi.

Un altro aspetto chiave nel riconoscimento dell’autismo riguarda la sensibilità sensoriale, spesso presente anche in età adulta ma poco considerata.

Le persone possono essere ipersensibili o iposensibili a stimoli come:

  • rumori;
  • luci;
  • odori;
  • contatto fisico;
  • affollamento visivo.

Queste sensibilità non sono “preferenze”, ma risposte neurobiologiche che possono influenzare in modo significativo la qualità della vita. Ambienti lavorativi rumorosi o contesti sociali affollati possono risultare particolarmente stressanti, contribuendo a evitamento e affaticamento.

Riconoscere l’autismo in età adulta significa anche dare un nome a queste esperienze sensoriali, spesso vissute per anni senza spiegazione.

Secondo l’articolo del 2015 “Adult autism spectrum disorder: diagnosis and assessment” di Lai e Baron-Cohen, la diagnosi di autismo in età adulta richiede una valutazione clinica accurata, che tenga conto della storia di sviluppo, del funzionamento attuale e delle strategie compensatorie.

Riconoscersi in alcune caratteristiche può essere un primo passo, ma non equivale a una diagnosi. Molti tratti dell’autismo possono sovrapporsi ad altre condizioni, come disturbi d’ansia, ADHD o tratti di personalità.

Una valutazione specialistica permette di:

  • distinguere tra tratti e diagnosi formale;
  • comprendere il funzionamento globale della persona;
  • evitare etichette improprie;
  • orientare eventuali percorsi di supporto.

Questo passaggio è fondamentale per trasformare il riconoscimento personale in consapevolezza clinica.

Come riconoscere l’autismo in età adulta?

Scoprire di essere nello spettro autistico in età adulta non cambia il passato, ma può modificare profondamente la lettura della propria storia. Molte persone riportano una riduzione dell’autocritica e una maggiore comprensione delle proprie difficoltà.

Riconoscere l’autismo può significare:

  • rivedere esperienze passate sotto una nuova luce;
  • legittimare bisogni spesso ignorati;
  • ridefinire aspettative personali e sociali;
  • individuare strategie più rispettose del proprio funzionamento.

Non si tratta di “mettere un’etichetta”, ma di dare senso a un modo di essere.

sintomi autismo adulti
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Riconoscere l’autismo in età adulta è un processo complesso che richiede tempo, informazioni corrette e supporto qualificato. Non è un percorso da affrontare da soli o attraverso autodiagnosi.

GAM Medical, centro per l’autismo, propone percorsi personalizzati, offerti da professionisti della salute mentale, con l’obiettivo di costruire comprensione, consapevolezza e strategie sostenibili per il benessere quotidiano.

Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.

Fonti:

  •  https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34563942/
  •  https://www.psychiatry.org/psychiatrists/practice/dsm
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26544750

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Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi

Supervisione scientifica:
Questo articolo è stato revisionato dal Dott. Giancarlo Giupponi, psichiatra e psicoterapeuta, vicedirettore del Servizio Psichiatrico di Bolzano e presidente regionale della Società Italiana di Psichiatria. Oltre a garantire l’accuratezza clinica dei contenuti, il Dott. Giupponi supervisiona la selezione dei test e dei questionari disponibili sul sito, verificandone la conformità agli standard scientifici internazionali (DSM-5, OMS, strumenti clinicamente validati).
Scopo del contenuto: divulgativo, non diagnostico.

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