Ti è mai capitato di voler spiegare che cos’è l’ADHD a chi ti sta vicino… ma le parole sembrano bloccarsi in gola o suonare sempre “sbagliate”?
Quando hai l’ADHD, non stai “esagerando” né sei “disorganizzato per scelta”: hai un modo diverso di funzionare, che merita di essere compreso. Trovare le frasi giuste può aiutarti a far capire agli altri cosa vivi ogni giorno, ridurre i giudizi e creare relazioni più serene, sia a casa che al lavoro.
In questo articolo troverai esempi concreti di frasi che puoi usare con partner, famiglia, amici e colleghi per raccontare la tua esperienza con l’ADHD in modo chiaro, rispettoso e assertivo.
Quali sono i deficit relazionali da comunicare agli altri
Nel Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), le difficoltà comunicative non dipendono da una scarsa capacità di esprimersi, ma dal modo in cui funzionano attenzione, memoria di lavoro e autoregolazione. Questo può tradursi in interruzioni frequenti, tendenza a cambiare argomento all’improvviso, fatica a seguire discorsi lunghi o a cogliere alcune sfumature sociali, come toni, impliciti o doppi sensi.
Una review sistematica più recente conferma che le difficoltà pragmatiche sono frequenti nell’ADHD e possono contribuire a fraintendimenti, conflitti e isolamento sociale, ma suggerisce anche che interventi mirati sulle abilità comunicative possono avere un impatto positivo sul funzionamento relazionale (Carruthers S, Taylor L, Sadiq H, Tripp G. The profile of pragmatic language impairments in children with ADHD: A systematic review. Development and Psychopathology, 1960).
In quest’ottica, le frasi proposte nell’articolo non hanno lo scopo di “normalizzare” la persona ADHD, ma di fornire strumenti pratici per spiegare agli altri il proprio modo di funzionare, rendere più chiari bisogni e limiti e ridurre i fraintendimenti nella vita quotidiana.
In questo percorso, la psicoeducazione di gruppo per l’ADHD rappresenta un intervento particolarmente efficace, perché consente di condividere esperienze, sviluppare consapevolezza e apprendere strategie comunicative in un contesto supportivo e non giudicante.


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10 frasi utili per comunicare la propria ADHD
Costruire un piccolo “vocabolario personale” per parlare della propria ADHD fa parte degli interventi di psicoeducazione ADHD: spiegare in modo chiaro sintomi, modello del disturbo e opzioni di trattamento è considerato uno dei pilastri del trattamento multimodale in età adulta (Martínez‑Raga & López‑Cerveró, 2019 Transition of adolescents with attention deficit/hyperactivity disorder. Implications for treatment of adults).
Studi recenti mostrano che programmi psicoeducativi di gruppo per adulti ADHD possono migliorare la qualità di vita percepita e la soddisfazione per le informazioni ricevute sulla propria condizione, anche quando il carico sintomatologico resta stabile (Holsbrekken et al., 2025 Effects of a psychoeducational group intervention for adults diagnosed with ADHD: a pilot randomized controlled study).
Le frasi qui sotto sono quindi esempi da usare come base di partenza, da adattare alla tua voce e al tuo contesto.
- Per presentare la diagnosi: «Ho una diagnosi ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività): significa che il mio cervello gestisce attenzione, tempo ed energia in modo diverso, non che io sia pigro o disinteressato.»
- Per spiegare le distrazioni apparenti: «Se a volte sembro distratto mentre parli, non è mancanza di rispetto: è una caratteristica dell’ADHD. Mi aiuta se mi richiami con calma o se riassumi il punto principale.»
- Per chiedere di organizzare meglio le informazioni: «Per seguire bene quello che mi stai dicendo, mi è più facile se affrontiamo una cosa alla volta e se, alla fine, facciamo un breve riassunto dei punti importanti.»
- Per gestire le interruzioni: «Tendo a interrompere perché le idee mi arrivano tutte insieme e ho paura di dimenticarle: se succede, non è perché non ti rispetto. Sto lavorando per migliorare, ma se me lo fai notare con gentilezza mi aiuti a farci caso.»
- Per parlare di dimenticanze e appuntamenti: «La mia memoria operativa è un po’ “ballerina” per via dell’ADHD: mi aiuta molto se mettiamo per iscritto appuntamenti e accordi (messaggio o mail), così riduciamo il rischio che io li dimentichi.»
- Per spiegare l’iperfocus: «A volte entro in una specie di “iperfocus” su quello che sto facendo e faccio fatica a staccare: se ti sembro assente, ricordarmi gentilmente di fare una pausa mi aiuta a ricollegarmi a te.»
- Per parlare delle emozioni intense: «Quando mi “scaldo” facilmente non è perché ce l’ho con te, ma perché faccio fatica a regolare le emozioni. Se succede, può aiutare fermarci qualche minuto e poi riprendere la conversazione con calma.»
- Per chiarire cosa ti aiuta sul lavoro o nello studio: «Rendo meglio se le priorità sono chiare e scritte. Possiamo concordare insieme cosa è davvero urgente e cosa può aspettare? Così organizzo meglio energie e tempi.»
- Per coinvolgere l’altro nel tuo percorso: «Sto lavorando con professionisti per gestire meglio la mia ADHD. Se ti va, posso condividere con te alcune strategie che mi hanno suggerito, così capisci meglio anche cosa succede nella mia testa.»
- Per valorizzare anche i punti di forza: «L’ADHD non è solo difficoltà: spesso mi dà anche creatività, intuizione e tanta energia. Se riusciamo a trovare insieme il modo di incanalarle, posso dare il meglio in quello che facciamo.»
Queste frasi non sono formule magiche, ma esempi di come trasformare una diagnosi ADHD in un linguaggio condiviso: rendono visibile il funzionamento ADHD, riducono i fraintendimenti e aprono la porta a richieste di aiuto concrete. È esattamente ciò che si fa nei percorsi di psicoeducazione adhd: costruire consapevolezza, dare informazioni accurate sul disturbo e allenare competenze pratiche di autoregolazione e comunicazione. I dati di ricerca suggeriscono che programmi psicoterapeutici strutturati per adulti con ADHD possono migliorare la qualità di vita e la soddisfazione per le informazioni ricevute sul proprio disturbo, anche quando i sintomi rimangono stabili (Holsbrekken et al., 2025 Effects of a psychoeducational group intervention for adults diagnosed with ADHD: a pilot randomized controlled study).
Se ti riconosci in molte di queste frasi, fai fatica a spiegare la tua ADHD agli altri o senti il bisogno di strategie personalizzate, può essere utile confrontarti con un Centro ADHD e di Psicologia come quello di GAM Medical che offre percorsi diagnostico‑terapeutici integrati per le neurodivergenze, con un focus specifico sull’ADHD dell’adulto e un’équipe di professionisti della salute mentale (psicologi, psicoterapeuti, psichiatri) esperta nel disturbo.
GAM Medical offre la possibilità di:
- Effettuare un test ADHD online gratuito, basato su uno strumento di screening validato (ASRS‑v1.1), che non costituisce una diagnosi clinica ma rappresenta un primo passo orientativo;
- Accedere, in base all’esito, a un colloquio gratuito e, se necessario, a una valutazione diagnostica adhd completa;
- Intraprendere percorsi mirati di psicoeducazione/coaching ADHD individuale, psicoeducazione ADHD di gruppo, psicoterapia ADHD adulti e trattamenti integrati per lavorare su organizzazione, regolazione emotiva e comunicazione con gli altri.
Se senti che ti mancano le parole giuste per spiegare cosa vivi, non devi cavartela da solo: un percorso strutturato con professionisti specializzati può aiutarti a costruire frasi, strategie e confini su misura per te.
Questo è contenuto divulgativo e non sostituisce le diagnosi di un professionista. Se ti è piaciuto l’articolo, condividilo.
Fonti:
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23682627/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30776284/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41088068/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41088068/



