Contenuto verificatoMolte persone con Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) soffrono di una stanchezza cronica profonda e persistente.
Spesso riferiscono un senso costante di spossatezza, come se la mente fosse continuamente trascinata in un turbinio di pensieri e di azioni da cui è difficile, se non impossibile, liberarsi.
Chi convive con un DOC riferisce spesso di sentirsi esausto, affaticato, prosciugato da dentro, come se ogni giornata consumasse una quantità smisurata di energia, molto superiore a quella che servirebbe per svolgere le stesse azioni in assenza del disturbo.
Il senso di stanchezza non è solo fisico, ma profondamente mentale: è come se la testa non trovasse mai pace, come se fosse costretta a rimanere sempre vigile, attiva, impegnata a monitorare, controllare, prevenire, neutralizzare.
Questa fatica mentale si accumula giorno dopo giorno, minando la capacità di concentrarsi, di rilassarsi, di sentire leggerezza.
Avere a che fare con un DOC può diventare estremamente stressante, al punto da compromettere il funzionamento quotidiano.
Richiede una quantità enorme di risorse interiori, sia mentali che fisiche, e questo carico continuo, spesso invisibile agli occhi degli altri, può diventare logorante.
Nelle prossime righe vedremo quali sono le principali ragioni per cui il DOC porta a così tanta stanchezza.
Le persone con Disturbo Ossessivo-Compulsivo, come già accennato, spesso riportano una stanchezza profonda, costante e pervasiva.
Vivere con un DOC significa affrontare ogni giorno una lotta che consuma grandi quantità di energia.
Le giornate sono spesso scandite da pensieri intrusivi, da ansie improvvise, da dubbi che non si placano e da tentativi continui di trovare sollievo attraverso rituali, controlli o rassicurazioni. Tutto questo ha un costo altissimo in termini di sforzo.
L’energia richiesta per mantenere il controllo, per opporsi alle spinte interne, per cercare di contenere l’angoscia o per assecondarla nei momenti più difficili, è enorme.
Ci sono diversi fattori specifici che contribuiscono a questa fatica cronica, e ognuno di essi aggiunge un carico al già difficile equilibrio quotidiano.
Nello specifico:
Tutti questi aspetti si sommano e interagiscono, determinando un livello di affaticamento che spesso non è visibile, ma che pesa enormemente sulla qualità della vita.
Prima, nell’introduzione a questo paragrafo, abbiamo detto che a tutti questi fattori specifici si aggiunge un carico al già difficile equilibrio quotidiano.
Questo perché tutte queste attività, pensieri, rituali e sforzi legati al DOC non si svolgono in un tempo “a parte”, isolato, ma devono essere incastrati dentro giornate già piene: fatte di lavoro, gestione della casa, relazioni familiari, cura dei figli, appuntamenti, impegni imprevisti.
Il DOC non concede tregua, e spesso si infiltra anche negli unici momenti in cui si potrebbe rifiatare.
Ad esempio: non riuscire a riposare durante la notte perché si è in preda alle ossessioni, ai pensieri che si rincorrono senza sosta, o perché si devono mettere in atto compulsioni anche a letto, anche alle tre del mattino.
Non riposarsi durante il fine settimana perché si sente l’urgenza — impellente, angosciante — di igienizzare ogni superficie, lavare e rilavare ogni oggetto, disinfettare da cima a fondo la casa, magari più volte, senza mai avere la sensazione di averlo fatto “abbastanza bene”.
Questo significa che il DOC consuma tempo, spazio mentale ed energie anche quando, teoricamente, ci sarebbe la possibilità di rigenerarsi. E quando mancano i momenti di pausa, di stacco, di riposo autentico, è naturale che il corpo e la mente cedano.
È una fatica che non ha forma né voce, ma che accompagna ogni gesto, ogni pensiero, ogni decisione.
Tutto ciò, nel tempo, può portare a un vero e proprio stato di burnout.
Nel caso del Disturbo Ossessivo-Compulsivo, questo tipo di esaurimento psicofisico non è raro, anzi: è sorprendentemente frequente.
A tutto questo si aggiunge spesso un altissimo standard di perfezionismo che molte persone con DOC si autoimpongono: ogni gesto deve essere “giusto”, ogni parola “appropriata”, ogni pensiero “sotto controllo”, ogni decisione “perfetta”.
Questo perfezionismo non riguarda solo compiti o prestazioni, ma ogni aspetto della vita quotidiana, e contribuisce a rendere il carico ancora più insostenibile.
Quando ogni giorno è una battaglia silenziosa, quando anche dormire o rilassarsi diventa difficile, quando non ci si sente mai veramente “a posto” o “tranquilli”, è comprensibile che corpo e mente, a un certo punto, si esauriscano.
Il burnout legato al DOC può manifestarsi con astenia, demotivazione, crolli emotivi improvvisi, difficoltà a concentrarsi, senso di fallimento e una forte sensazione di essere in trappola.
Se ti riconosci in queste parole, o se qualcuno che ami convive con tutto questo, non aspettare.
Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo è un disturbo reale, profondo, ma può essere affrontato con percorsi terapeutici mirati ed efficaci.
Il centro specializzato in DOC di GAM-Medical offre valutazioni cliniche per il DOC e trattamenti specifici pensati per le reali esigenze di chi convive con questa condizione.
Contattaci per ricevere supporto da professionisti della salute mentale esperti: non sei solo, e affrontare il DOC è possibile, con gli strumenti giusti e con un accompagnamento competente e umano.
Fine dell’articolo
Grazie per aver letto fin qui.
Grazie! Il tuo parere ci aiuta a scrivere articoli più utili.
Chi c’è dietro questo articolo
Scopri tutti gli articoli di psicologia e psicoterapia scritti dai professionisti di GAM Medical! Tutti i contenuti sono verificati dal Team di revisione clinica.
Dai un’occhiata anche a questi articoli
Guarda le nostre recensioni
Pensi di essere ADHD?
Fai ora il test di autovalutazione che può fornirti una prima indicazione sulla possibilità di intraprendere un percorso diagnostico. Bastano 3 minuti per avere il risultato.
Fai il test ADHD gratuito
Commenti
Non ci sono ancora commenti. Se vuoi, inizia tu.