Depressione Egodistonica ed Egosintonica

depressione egodistonica ed egosintonica: cos'è?

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La depressione, un disturbo umano pervasivo che affligge milioni di persone in tutto il mondo, si manifesta in molteplici sfaccettature e può variare notevolmente da individuo a individuo.

Uno dei concetti fondamentali per comprendere la depressione è la distinzione tra egosintonia ed egodistonia, aspetti che giocano un ruolo critico nella percezione e nel trattamento di questa condizione debilitante.

Ci sono condizioni in cui infatti la depressione si manifesta in maniera egodistonica e altre condizioni in cui, anche se può sembrare paradossale, si manifesta in maniera egosintonica.

Ma cosa significano egosintonia ed egodistonia?

I termini “egodistonico” ed “egosintonico” sono concetti utilizzati in psicologia per descrivere la relazione tra i sintomi di una condizione mentale e la percezione che l’individuo ha di questi sintomi rispetto al proprio sé.

  1. Egodistonico: Un sintomo o un disturbo è considerato egodistonico quando è avvertito come estraneo, incompatibile o in conflitto con il concetto di sé dell’individuo. In altre parole, la persona percepisce i sintomi come indesiderati, incoerenti con la propria identità o contrari ai propri valori e obiettivi. Questo può provocare un disagio significativo e spesso è associato a una maggiore motivazione per il trattamento o l’eliminazione del sintomo.
  2. Egosintonico: Al contrario, un sintomo o un disturbo è considerato egosintonico quando è percepiuto come congruente, accettabile o in armonia con il concetto di sé dell’individuo. In questo caso, la persona può non riconoscere il sintomo come problematico o non percepirlo come motivo di disagio personale. Questo può influenzare la volontà di cercare aiuto o trattamento, poiché non vi è un conflitto significativo tra il sintomo e la percezione del proprio stato psicologico.

Esempi di disturbi egodistonici sono, per esempio:

  • Disturbo ossessivo-compulsivo: Nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo, i pensieri ossessivi (pensieri intrusivi e indesiderati) e i comportamenti compulsivi (comportamenti ripetitivi eseguiti per ridurre l’ansia) sono spesso avvertiti come estranei e indesiderati dalla persona. L’individuo con DOC può percepire questi sintomi come in contrasto con il proprio carattere e i propri valori, generando un forte disagio interiore.
  • Disturbi d’ansia: nei disturbi d’ansia, l’ansia e le preoccupazioni croniche possono essere percepite come estranee o incoerenti con la tranquillità o la serenità solitamente sperimentate dalla persona. Questi disturbi possono causare un costante stato di tensione e preoccupazione che è avvertito come un disturbo significativo del benessere personale.

Esempi di disturbi egosintonici sono, invece:

  • Disturbi di personalità: i disturbi di personalità condizioni in cui i sintomi caratteristici del disturbo sono percepiti come congruenti con il concetto di sé dell’individuo. Questo significa che le persone affette da questi disturbi possono non percepire i loro comportamenti o atteggiamenti problematici come motivo di disagio personale o di necessità di cambiamento. Alcuni esempi sono rappresentati da:
    • Disturbo narcisistico di personalità: l Disturbo Narcisistico di Personalità è caratterizzato da un pattern pervasivo di grandiosità (necessità di ammirazione e mancanza di empatia). Le persone con DNP possono percepire il loro bisogno di ammirazione e la loro grandiosità come naturali e congruenti con la propria identità. Nonostante possano causare difficoltà nelle relazioni e negli ambienti di lavoro, questi individui non tendono a riconoscere i propri comportamenti come problematici.
    • Disturbo antisociale di personalità: l Disturbo Antisociale di Personalità si caratterizza da comportamenti cronici di manipolazione, violazione dei diritti altrui e disprezzo per la sicurezza degli altri. Le persone con DAP possono percepire il loro comportamento antisociale come giustificato o necessario per raggiungere i propri obiettivi personali. Questo disturbo è spesso associato a una mancanza di rimorso o senso di colpa per le proprie azioni.
    • Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: nel DOCP l’individuo percepisce i suoi comportamenti ossessivi e compulsivi come congruenti con il proprio concetto di sé e li accetta come parte integrante della propria identità. Infatti, Nella maggior parte dei casi di DOCP, le persone non percepiscono le loro ossessioni e compulsioni come estranee o indesiderate. Al contrario, queste attività possono essere percepite come necessarie, adeguate e in linea con il modo in cui l’individuo vede se stesso. Ad esempio, una persona con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità potrebbe essere orgogliosa della propria attenzione ai dettagli e della pulizia, e potrebbe condannare coloro che considera disordinati o trascurati.

Depressione Egodistonica

La depressione egodistonica si caratterizza per una percezione di incompatibilità tra il sé e i sintomi depressivi.

In altre parole, chi sperimenta la depressione egodistonica non riconosce i sintomi depressivi come parte integrante di sé stesso, ma li percepisce come estranei, indesiderati o in conflitto con la propria identità e valori personali.

Questo tipo di depressione può essere accompagnato da una profonda sensazione di disagio interiore e una lotta emotiva significativa nel tentativo di affrontare e gestire i sintomi.

Le persone con depressione egodistonica spesso avvertono un divario tra ciò che sono e ciò che sentono, generando una disarmonia interna che può complicare ulteriormente il processo di guarigione.

Lottano con la sensazione di essere intrappolati in uno stato d’animo o in comportamenti che non riflettono il loro io autentico, portando a un costante senso di estraneità e disagio.

Ad esempio, nei casi di Disturbo Depressivo Maggiore, la depressione è tipicamente descritta come egodistonica, il che significa che i sintomi depressivi sono percepiuti come estranei o in contrasto con il sé dell’individuo.

Depressione Egosintonica

Contrariamente alla depressione egodistonica, la depressione egosintonica si manifesta con sintomi che sono congruenti con il concetto del sé dell’individuo.

In altre parole, chi vive con la depressione egosintonica può percepire i sintomi depressivi come parte naturale o tipica del proprio stato emotivo o personalità.

Questo può comportare una relativa mancanza di consapevolezza o resistenza ai sintomi depressivi, poiché vengono integrati o normalizzati nella percezione di sé.

Ad esempio, nei casi di Disturbo Bipolare, la depressione può manifestarsi come egosintonica, il che significa che i sintomi depressivi sono percepiuti come congruenti con il sé dell’individuo.

L’individuo pensa di meritarsi la propria depressione, pensa di essere realmente pieno di colpe.

Questa accettazione dei sintomi depressivi può influenzare il trattamento e la gestione della condizione, poiché coloro che sperimentano depressione egosintonica potrebbero avere difficoltà a riconoscere la necessità di interventi esterni o a seguire le prescrizioni terapeutiche.

La sensazione di meritare il dolore estremo associato alla depressione può contribuire a un ciclo negativo di autocomprensione e auto-trattamento, rendendo essenziale un approccio terapeutico che incoraggi una riflessione critica sui modelli di pensiero distorti e promuova una maggiore consapevolezza emotiva.

Pertanto, la distinzione tra depressione egodistonica nel Disturbo Depressivo Maggiore e depressione egosintonica nel Disturbo Bipolare evidenzia l’importanza della percezione del sé e del significato attribuito ai sintomi depressivi nell’esperienza individuale della condizione.

Questo approfondimento non solo aiuta a comprendere le diverse dinamiche psicologiche alla base della depressione, ma informa anche l’approccio clinico e terapeutico necessario per supportare efficacemente chi vive con queste condizioni complesse.

L’obiettivo rimane quello di fornire un trattamento compassionevole e mirato che rispetti la complessità delle esperienze personali e promuova un recupero sano e sostenibile.

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