# Disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività – Che cos’è l’ADHD?

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Last updated: 2026-10-09T19:21:22+00:00

# Che cos’è l’ADHD? Disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività

L’**ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività)** è una condizione del neurosviluppo caratterizzata principalmente da:

- difficoltà nella regolazione dell’attenzione e, in misura variabile,

- da iperattività e

- impulsività.

Le sue manifestazioni possono cambiare nel corso della vita: l’ADHD compare durante lo sviluppo e può persistere nell’**adolescenza e nell’età adulta**, influenzando studio, lavoro, relazioni, organizzazione e gestione della vita quotidiana.

**Indice della pagina**

1. [L’ADHD è un disturbo del neurosviluppo e può essere descritto come neurodivergenza](#ladhd-e-un-disturbo-del-neurosviluppo-e-puo-essere-descritto-come-neur)

2. [ADHD come disturbo del neurosviluppo](#adhd-come-disturbo-del-neurosviluppo)

3. [ADHD e neurodivergenza](#adhd-e-neurodivergenza)

4. [Sintomi dell'ADHD](#sintomi-dell-adhd)

5. [Disattenzione](#disattenzione)

6. [Iperattività](#iperattivita)

7. [Impulsività](#impulsivita)

8. [Come cambiano i sintomi dell’ADHD con l’età](#come-cambiano-i-sintomi-delladhd-con-leta)

9. [ADHD nei bambini](#adhd-nei-bambini)

10. [ADHD negli adolescenti](#adhd-negli-adolescenti)

11. [ADHD negli adulti](#adhd-negli-adulti)

12. [Esempi di disattenzione negli adulti](#esempi-di-disattenzione-negli-adulti)

13. [Esempi di iperattività e impulsività negli adulti](#esempi-di-iperattivita-e-impulsivita-negli-adulti)

14. [ADHD nelle donne](#adhd-nelle-donne)

15. [ADHD nello studio e nel lavoro](#adhd-nello-studio-e-nel-lavoro)

16. [Hai dubbi sui tuoi sintomi?](#hai-dubbi-sui-tuoi-sintomi)

17. [Tipologie di ADHD: le 3 presentazioni cliniche](#tipologie-di-adhd-le-3-presentazioni-cliniche)

18. [ADHD a presentazione prevalentemente inattentiva](#adhd-a-presentazione-prevalentemente-inattentiva)

19. [ADHD a presentazione prevalentemente iperattiva-impulsiva](#adhd-a-presentazione-prevalentemente-iperattiva-impulsiva)

20. [ADHD a presentazione combinata](#adhd-a-presentazione-combinata)

21. [Cause dell’ADHD](#cause-delladhd)

22. [Genetica e ADHD](#genetica-e-adhd)

23. [Neurobiologia e funzionamento cerebrale](#neurobiologia-e-funzionamento-cerebrale)

24. [Differenze nello sviluppo e nelle reti cerebrali](#differenze-nello-sviluppo-e-nelle-reti-cerebrali)

25. [Fattori ambientali e prenatali](#fattori-ambientali-e-prenatali)

26. [L’ADHD ha quindi una causa?](#ladhd-ha-quindi-una-causa)

27. [Prognosi ed evoluzione dell’ADHD](#prognosi-ed-evoluzione-delladhd)

28. [L’ADHD è cronico?](#ladhd-e-cronico)

29. [L’ADHD può comportare dei rischi?](#ladhd-puo-comportare-dei-rischi)

30. [ADHD in Italia: una condizione sempre più diagnosticata](#adhd-in-italia-una-condizione-sempre-piu-diagnosticata)

31. [Come viene chiamato l’ADHD nelle diverse lingue?](#come-viene-chiamato-ladhd-nelle-diverse-lingue)

![Psichiatra ADHD Gincarlo Giupponi](https://gam-medical.com/wp-content/uploads/elementor/thumbs/Psichiatra-ADHD-Gincarlo-Giupponi-reezhk371spz6bcp7q988qoldvdxsiao19mc2ary7c.webp)

**Supervisione clinica dei contenuti statici e degli strumenti di screening presenti sul sito:** [**Dott. Giancarlo Giupponi**](https://gam-medical.com/professionisti/giancarlo-giupponi/), psichiatra e psicoterapeuta esperto nell’ADHD in età adulta.

## L’ADHD è un disturbo del neurosviluppo e può essere descritto come neurodivergenza

Dal punto di vista clinico, l’**ADHD è classificato tra i disturbi del neurosviluppo**. Il termine descrive una condizione che emerge durante lo sviluppo *(può nascere nell’infanzia o nel periodo preadolescenziale)* e **può influenzare attenzione, impulsività, autoregolazione e funzionamento quotidiano.**

Nel linguaggio della **neurodiversità**, l’ADHD viene inoltre spesso descritto come una **neurodivergenza**, cioè un modo di funzionare neurologico differente rispetto a quello considerato neurotipico.

### ADHD come disturbo del neurosviluppo

La definizione clinica di ADHD viene utilizzata quando le caratteristiche della condizione producono difficoltà significative in uno o più ambiti della vita, come **studio, lavoro, relazioni, organizzazione e gestione delle attività quotidiane**.

L’inquadramento clinico consente di valutare i sintomi, il loro impatto e l’eventuale necessità di supporto o trattamento.

### ADHD e neurodivergenza

Il termine **neurodivergenza** non sostituisce la diagnosi clinica, ma viene utilizzato per descrivere differenze nel funzionamento neurologico senza interpretarle automaticamente come qualcosa di “sbagliato”.

Per questo alcune persone preferiscono dire **“ho l’ADHD”**, mentre altre utilizzano espressioni identitarie come **“sono ADHD”**. Entrambe possono riflettere modi diversi di vivere e descrivere la propria esperienza.

L’ADHD compare durante lo sviluppo e **può persistere nell’adolescenza e nell’età adulta**, assumendo manifestazioni differenti nel corso della vita. **Non è raro che alcune persone ricevano una diagnosi solo in età adulta.**

## Sintomi dell'ADHD

L’ADHD si manifesta principalmente attraverso difficoltà riconducibili a due grandi aree: **disattenzione** e **iperattività/impulsività**. La combinazione e l’intensità dei sintomi possono variare da persona a persona e cambiare nel corso della vita.

I sintomi dell’ADHD possono assumere forme diverse a seconda dell’età e della persona. Per comprenderne la rilevanza clinica è necessario considerarne **persistenza, intensità, contesto e impatto sul funzionamento quotidiano**.

![ADHD e disattenzione: cercare le chiavi prima di uscire di casa](https://gam-medical.com/wp-content/uploads/2026/10/che-cose-adhd-dimenticanze.webp)

### Disattenzione

Le difficoltà attentive possono riguardare il mantenimento della concentrazione, l’organizzazione delle attività, la gestione delle distrazioni e il completamento dei compiti.
Nella vita quotidiana possono tradursi, ad esempio, in **dimenticanze, perdita di oggetti, errori di distrazione, difficoltà nella gestione del tempo o nel portare a termine attività lunghe e poco stimolanti**.
Alcune persone riferiscono anche periodi di forte concentrazione su attività particolarmente coinvolgenti, spesso descritti come **iperfocus**: non è però un criterio diagnostico dell’ADHD.

### Iperattività

L’iperattività può manifestarsi come **bisogno frequente di muoversi, difficoltà a rimanere seduti, agitazione o irrequietezza**.
Nell’adulto può essere meno evidente rispetto all’infanzia e presentarsi anche come una sensazione persistente di **irrequietezza interna** o difficoltà a rallentare.

### Impulsività

L’impulsività riguarda la difficoltà a **inibire una risposta immediata o attendere prima di agire**.
Può manifestarsi, ad esempio, con la tendenza a interrompere gli altri, rispondere prima che una domanda sia terminata, avere difficoltà ad aspettare il proprio turno o prendere decisioni rapidamente senza valutarne pienamente le conseguenze.

## Come cambiano i sintomi dell’ADHD con l’età

Le manifestazioni dell’ADHD possono cambiare nel corso della vita. Disattenzione, iperattività e impulsività possono essere presenti dall’infanzia all’età adulta, ma il modo in cui si esprimono dipende dall’età, dalle richieste dell’ambiente e dalle strategie sviluppate dalla persona.

### ADHD nei bambini

Nei bambini, l’ADHD può manifestarsi attraverso difficoltà nel mantenere l’attenzione, impulsività e una maggiore necessità di movimento.

Le difficoltà diventano spesso più evidenti con l’ingresso a scuola, quando aumentano le richieste di organizzazione, rispetto delle regole, concentrazione e gestione delle attività.

### ADHD negli adolescenti

Durante l’adolescenza l’iperattività motoria può diventare meno evidente, mentre possono assumere maggiore importanza **disattenzione, impulsività, organizzazione, gestione del tempo e regolazione emotiva**.

L’aumento delle responsabilità scolastiche e sociali può rendere più evidenti difficoltà nella pianificazione dello studio, nel rispetto delle scadenze, nella gestione delle relazioni e nell’autonomia.

### ADHD negli adulti

Negli adulti, i sintomi dell’ADHD possono essere meno evidenti rispetto all’infanzia. L’iperattività motoria, per esempio, può attenuarsi o essere vissuta maggiormente come **irrequietezza interna**, mentre possono diventare particolarmente rilevanti le difficoltà legate ad attenzione, organizzazione, gestione del tempo e controllo degli impulsi.

Molti adulti con ADHD riferiscono inoltre difficoltà nelle **funzioni esecutive**, cioè nei processi coinvolti nella pianificazione, nella memoria di lavoro, nell’organizzazione delle attività e nella regolazione del comportamento.

### Esempi di disattenzione negli adulti

- Difficoltà a iniziare o portare a termine attività.

- Procrastinazione frequente.

- Difficoltà nell’organizzare attività composte da più passaggi.

- Difficoltà a stabilire le priorità.

- Dimenticanze e distrazioni frequenti.

- Difficoltà nella gestione di tempo, appuntamenti e scadenze.

- Passaggio frequente da un’attività all’altra.

- Difficoltà a distogliere l’attenzione da attività particolarmente coinvolgenti.

### Esempi di iperattività e impulsività negli adulti

- Irrequietezza o difficoltà a rimanere inattivi a lungo.

- Tendenza a interrompere gli altri.

- Difficoltà ad aspettare il proprio turno.

- Risposte o decisioni prese troppo rapidamente.

- Difficoltà a rallentare prima di agire.

- Bisogno frequente di stimolazione o cambiamento.

### ADHD nelle donne

In alcune donne l’ADHD può essere riconosciuto più tardi, soprattutto quando predominano manifestazioni meno evidenti di disattenzione e quando vengono sviluppate strategie di compensazione o masking.

Per questo, la storia personale e l’impatto dei sintomi nei diversi contesti sono particolarmente importanti nella valutazione.

## ADHD nello studio e nel lavoro

***Nello studio: l’ADHD può rendere più difficile mantenere l’attenzione durante le lezioni, organizzare il materiale, pianificare lo studio e rispettare le scadenze.*** Procrastinazione e difficoltà nella gestione del tempo possono aumentare il carico di lavoro e lo stress, soprattutto quando crescono autonomia e complessità delle attività richieste.

***Nel contesto lavorativo:* *le difficoltà possono riguardare soprattutto organizzazione, gestione delle priorità, scadenze, riunioni, attività ripetitive e passaggio tra più compiti**.*** L’impatto è molto variabile: alcune persone incontrano difficoltà significative, mentre altre sviluppano strategie efficaci o lavorano in contesti particolarmente compatibili con il proprio modo di funzionare.

![ADHD nello studio: pianificare lo studio all’università](https://gam-medical.com/wp-content/uploads/2026/10/che-cose-adhd-studio.webp)

**Tra le difficoltà più comuni possono comparire:**

- 1 gestione delle scadenze;

- 2 pianificazione delle attività;

- 3 mantenimento dell’attenzione;

- 4 organizzazione e gestione delle priorità.

**Per procedere verso una diagnosi di ADHD non basta riconoscersi in alcuni sintomi.** Diversi segnali devono essere presenti in **almeno due contesti di vita,** per esempio studio o lavoro, famiglia e relazioni sociali ed avere un impatto significativo sul funzionamento quotidiano.

[Scopri come funziona la diagnosi ADHD](https://gam-medical.com/diagnosi/)

### Hai dubbi sui tuoi sintomi?

Se ti riconosci in alcune delle difficoltà descritte, puoi utilizzare un primo strumento di autovalutazione.
Uno **screening orientativo che** può aiutarti a capire se alcuni sintomi sono compatibili con l’ADHD, ma **non formula una diagnosi** e **non sostituisce una valutazione clinica**.
*Al termine puoi scegliere se confrontarti con un professionista e approfondire eventualmente con un percorso diagnostico.*

[Fai il test ADHD](https://gam-medical.com/test-adhd/)

## Tipologie di ADHD: le 3 presentazioni cliniche

L’ADHD può manifestarsi con combinazioni diverse di **disattenzione, iperattività e impulsività**. In ambito clinico vengono distinte tre principali **presentazioni dell’ADHD**, definite in base ai sintomi predominanti nel momento della valutazione.

La presentazione può inoltre **cambiare nel corso della vita**, perché intensità e caratteristiche dei sintomi possono modificarsi con l’età e con le richieste dell’ambiente.

Le **3 principali presentazioni cliniche di ADHD** che riflettono le diverse combinazioni dei sintomi sono suddivise in:

1. **Predominantemente Inattentivo (ADHD-PI)**

2. **Predominantemente Iperattivo-Impulsivo (ADHD-PII)**

3. **Combinato (ADHD-C)**

1

### ADHD a presentazione prevalentemente inattentiva

Nella presentazione prevalentemente inattentiva predominano le difficoltà legate ad **attenzione, organizzazione, memoria delle attività quotidiane e gestione dei compiti**, mentre i sintomi di iperattività e impulsività risultano meno marcati.

La persona può avere difficoltà a mantenere l’attenzione, seguire attività composte da più passaggi, rispettare scadenze, ricordare impegni o portare a termine compiti che richiedono concentrazione prolungata.

2

### ADHD a presentazione prevalentemente iperattiva-impulsiva

In questa presentazione predominano **iperattività e impulsività**, mentre le difficoltà attentive risultano meno evidenti.

Possono comparire irrequietezza, difficoltà a rimanere fermi a lungo, tendenza a parlare o intervenire frequentemente, difficoltà ad aspettare il proprio turno e maggiore difficoltà a fermarsi prima di agire.

3

### ADHD a presentazione combinata

Nella presentazione combinata sono presenti in misura significativa **sia sintomi di disattenzione sia sintomi di iperattività e impulsività**.

Le difficoltà possono quindi coinvolgere contemporaneamente attenzione, organizzazione, gestione del tempo, controllo degli impulsi e irrequietezza, con un impatto variabile sui diversi contesti della vita quotidiana.

## Cause dell’ADHD

Le **cause dell’ADHD non sono ancora completamente comprese**. Le conoscenze attuali indicano un’origine **multifattoriale**, nella quale interagiscono soprattutto componenti **genetiche e neurobiologiche**, insieme ad alcuni fattori ambientali e prenatali che possono contribuire ad aumentare il rischio di sviluppare il disturbo.

Non esiste quindi una singola causa dell’ADHD. La ricerca studia principalmente tre grandi aree:

- **fattori genetici ed ereditari**;

- **sviluppo e funzionamento del sistema nervoso**;

- **fattori prenatali e ambientali associati a un aumento del rischio**.

**### Genetica e ADHD**

La **componente genetica ha un ruolo importante nell’ADHD**. Il disturbo tende infatti a ricorrere all’interno delle famiglie, ma non dipende da un singolo gene.

La predisposizione sembra piuttosto derivare dall’interazione di **numerose varianti genetiche**, ciascuna con un contributo limitato, insieme ad altri elementi biologici e ambientali.

Avere familiari con ADHD non significa necessariamente sviluppare il disturbo, ma può indicare una **maggiore predisposizione**.

**### Neurobiologia e funzionamento cerebrale**

L’ADHD è associato a differenze nel funzionamento di reti cerebrali coinvolte in processi come:

- **attenzione e controllo delle distrazioni**;

- **inibizione delle risposte e controllo degli impulsi**;

- **memoria di lavoro e funzioni esecutive**;

- **motivazione e regolazione della risposta alle ricompense**;

- **pianificazione e organizzazione del comportamento**.

La ricerca ha studiato anche il ruolo di neurotrasmettitori come **dopamina e noradrenalina**, coinvolti nella regolazione dell’attenzione, della motivazione e di diversi processi cognitivi.

È però riduttivo descrivere l’ADHD semplicemente come una **“carenza di dopamina”**: i meccanismi neurobiologici sono più complessi e coinvolgono circuiti, connessioni e sistemi di regolazione differenti.

Alcuni farmaci utilizzati nel trattamento dell’ADHD agiscono proprio sui sistemi della **dopamina e della noradrenalina**, modulandone l’attività. Questo non significa però che il disturbo possa essere spiegato esclusivamente attraverso uno squilibrio di questi neurotrasmettitori.

**### Differenze nello sviluppo e nelle reti cerebrali**

Diversi studi hanno individuato, a livello di gruppi di persone con ADHD, differenze nello sviluppo e nel funzionamento di alcune aree e reti cerebrali, comprese quelle coinvolte nelle **funzioni esecutive, nel controllo del comportamento, nella motivazione e nella regolazione emotiva**.

Queste osservazioni contribuiscono alla comprensione dell’ADHD, ma **non esiste oggi un singolo esame neurologico, una risonanza magnetica o un indicatore biologico in grado di diagnosticare da solo il disturbo**.

**### Fattori ambientali e prenatali**

La ricerca ha studiato anche diversi fattori associati a una maggiore probabilità di ADHD, come alcune **esposizioni prenatali o ambientali, la prematurità e condizioni che possono interferire con lo sviluppo neurologico**.

È importante distinguere però tra **fattore di rischio e causa diretta**: la presenza di uno di questi elementi non significa necessariamente che una persona svilupperà l’ADHD.

Allo stesso modo, **educazione familiare, stress, dieta o stile di vita non possono essere considerati da soli cause dell’ADHD**, anche se l’ambiente può influenzare il modo in cui le difficoltà si manifestano e vengono gestite.

### L’ADHD ha quindi una causa?

Non una causa unica. L’ADHD viene oggi considerato una condizione derivante dall’interazione di **predisposizione genetica, sviluppo e funzionamento cerebrale e altri fattori di rischio**.

La ricerca continua a studiare questi meccanismi per comprendere meglio perché l’ADHD si sviluppi e perché possa manifestarsi in modo molto diverso da una persona all’altra.

Diagnosi ADHD

La **diagnosi dell’ADHD nell’adulto** richiede una valutazione clinica strutturata ed è diversa da un semplice test di autovalutazione. Il percorso considera i sintomi, la storia personale, il funzionamento nei diversi contesti e la presenza di eventuali condizioni associate.

GAM Medical offre un **percorso diagnostico specifico per l’ADHD in età adulta**, svolto da professionisti qualificati.

[Come funziona il percorso di Diagnosi Clinica dell'ADHD](https://gam-medical.com/diagnosi/)

Trattamento ADHD

**Il trattamento dell’ADHD viene definito in base all’età, alle caratteristiche della persona, all’impatto dei sintomi e alle eventuali condizioni associate.**

Nell’adulto, il percorso può comprendere **psicoeducazione, psicoterapia e, quando indicato, trattamento farmacologico**, anche in combinazione tra loro. La scelta degli interventi viene effettuata sulla base della valutazione clinica e delle esigenze individuali.

[Scopri i trattamenti ADHD](https://gam-medical.com/trattamenti/)

## Prognosi ed evoluzione dell’ADHD

Per **prognosi** si intende il possibile andamento di una condizione clinica nel corso del tempo. Nel caso dell’ADHD, l’evoluzione è molto variabile da persona a persona.

- **I sintomi possono cambiare con l’età.** L’ADHD in età adulta può manifestarsi in modo diverso rispetto all’infanzia: l’iperattività e l’impulsività tendono spesso a ridursi o a trasformarsi, mentre difficoltà attentive, organizzative e di gestione del tempo possono persistere.

- **L’ADHD non è una malattia neurodegenerativa.** Non implica quindi un progressivo deterioramento neurologico. Tuttavia, l’aumento delle responsabilità e delle richieste ambientali può rendere le difficoltà più evidenti in alcuni periodi della vita e dare alla persona la sensazione che l’ADHD sia “peggiorato”.

- **L’andamento non è uguale per tutti.** In alcune persone i sintomi diventano meno intensi o meno invalidanti nel tempo; in altre continuano ad avere un impatto significativo anche in età adulta.

- **Non esiste una cura che elimini definitivamente l’ADHD**, ma trattamenti e strategie adeguati possono ridurre i sintomi e migliorare il funzionamento nella vita quotidiana.

L’impatto dell’ADHD dipende quindi non soltanto dalla presenza dei sintomi, ma anche dall’età, dal contesto, dalle richieste dell’ambiente, dalle strategie sviluppate e dal supporto disponibile.

### L’ADHD è cronico?

L’ADHD è un **disturbo del neurosviluppo**: i sintomi iniziano durante l’infanzia, anche se la diagnosi può arrivare molto più tardi.

In molte persone l’ADHD **persiste durante l’adolescenza e nell’età adulta**, ma le sue manifestazioni possono cambiare nel corso della vita. Ad esempio, l’iperattività motoria può diventare meno evidente, mentre possono persistere difficoltà legate ad **attenzione, organizzazione, gestione del tempo e impulsività**.

Questo significa che parlare di ADHD come condizione “cronica” può essere utile per indicarne la possibile persistenza nel tempo, ma **il decorso non è identico per tutti**: intensità dei sintomi e impatto sulla vita quotidiana possono aumentare, ridursi o modificarsi con l’età e con le richieste dell’ambiente.

Non esiste attualmente una cura che elimini definitivamente l’ADHD, ma **trattamenti e strategie adeguati possono ridurre i sintomi e migliorare il funzionamento quotidiano**.

![Strategie per l’ADHD nella vita quotidiana: pianificare la settimana](https://gam-medical.com/wp-content/uploads/2026/10/che-cose-adhd-strategie.webp)

### L’ADHD può comportare dei rischi?

L’ADHD **non è una malattia neurodegenerativa né una condizione di per sé “pericolosa”**, ma alcuni suoi sintomi possono aumentare la probabilità di trovarsi in situazioni rischiose, soprattutto quando impulsività, disattenzione o difficoltà di autoregolazione hanno un forte impatto sulla vita quotidiana.

Tra le possibili conseguenze possono rientrare:

- **decisioni impulsive o comportamenti rischiosi**, soprattutto quando è difficile valutare le conseguenze prima di agire;

- **maggiore rischio di incidenti o lesioni** in attività che richiedono attenzione costante e controllo degli impulsi;

- difficoltà nel mantenere **abitudini salutari** o nell’evitare alcuni comportamenti a rischio;

- ripercussioni su **studio, lavoro e relazioni**, quando i sintomi interferiscono significativamente con il funzionamento quotidiano.

Il livello di rischio varia molto da persona a persona e dipende dalla gravità dei sintomi, dal contesto e dalla presenza di eventuali condizioni associate.

Il rischio è quindi **indiretto** e dipende dal modo in cui alcuni sintomi si manifestano nei diversi contesti. Riconoscere le proprie difficoltà e sviluppare strategie adeguate può aiutare a ridurne l’impatto sulla vita quotidiana e sulla sicurezza.

Quando i sintomi interferiscono in modo significativo con il funzionamento della persona, può essere utile confrontarsi con un professionista e valutare gli interventi più appropriati.

[Informazioni sui trattamenti per l’ADHD](https://gam-medical.com/trattamenti/)

### ADHD in Italia: una condizione sempre più diagnosticata

Anche in Italia l’ADHD viene riconosciuto **nei bambini, negli adolescenti e negli adulti**. Per molto tempo l’attenzione clinica si è concentrata soprattutto sull’età evolutiva, mentre oggi è maggiore la consapevolezza che i sintomi possano persistere e avere un impatto significativo anche nella vita adulta.

#### ADHD oltre l’infanzia

Molte persone arrivano a una valutazione solo in età adulta, spesso dopo anni di difficoltà legate a **attenzione, organizzazione, gestione del tempo, studio, lavoro o relazioni**.

#### Consapevolezza e riconoscimento

Riconoscere l’ADHD può essere complesso perché le manifestazioni cambiano con l’età e possono sovrapporsi a quelle di altre condizioni. **Per questo la presenza di alcuni sintomi, da sola, non è sufficiente per formulare una diagnosi.**

#### Impatto sulla vita quotidiana

Quando i sintomi sono persistenti e interferiscono con il funzionamento della persona, **l’ADHD può avere conseguenze rilevanti in ambito scolastico, universitario, lavorativo, familiare e sociale.**

### Come viene chiamato l’ADHD nelle diverse lingue?

La sigla **ADHD** deriva dall’inglese *Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder*. In italiano viene generalmente indicato come **Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività**.

La denominazione cambia nelle diverse lingue, così come le sigle utilizzate più frequentemente:

- **italiano:** Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (**DDAI**) – fonti istituzionali italiane usano infatti entrambe le forme, anche affiancate come **DDAI/ADHD**.

- **inglese:** Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder (**ADHD**);

- **francese e spagnolo:** denominazioni corrispondenti utilizzano generalmente la sigla **TDAH**;

- **tedesco:** Aufmerksamkeitsdefizit-/Hyperaktivitätsstörung (**ADHS**).

#### E il termine ADD cosa significa?

Il termine **ADD (Attention Deficit Disorder)** appartiene a una terminologia diagnostica precedente ed è ancora utilizzato informalmente, soprattutto per riferirsi a persone con marcate difficoltà attentive e poca iperattività. Oggi, però, non indica una diagnosi distinta: si parla di **ADHD a presentazione prevalentemente inattentiva**.
